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Luca Simeone / paviaIl rettore Francesco Svelto lo dice rivolto al presidente della Regione, Fontana, seduto in prima fila: «Il centro di formazione e ricerca che è stato finanziato da Regione Lombardia vedrà i cantieri dei lavori all'inizio del 2024. È una promessa. Il progetto è in fase esecutiva. A volte avete ragione: "Ma perché nuovi finanziamenti?" Noi iniziamo a realizzarli: questo è realizzato. E anche gli altri lavori partiranno prima di quanto tu creda, Attilio». In effetti sono passati due anni da quando l'Università annunciò il progetto preliminare del Parco dell'innovazione sostenibile Gerolamo Cardano, con un centro di ricerca e formazione su 3.400 metri quadrati che può contare sul finanziamento di 12 milioni dalla Regione e attorno altri 7.600 metri quadrati destinati a imprese innovative che vorranno insediarsi (ad Arexpo è stato affidato l'incarico di occuparsi delle procedure di gara, di progettazione ed esecuzione dei lavori per realizzare il centro, di collaborare a individuare le imprese). «I temi di interesse su cui opererà il parco saranno ambiente, salute», ha aggiunto Svelto, che poi ha riepilogato le politiche dell'ateneo per sviluppare il rapporto con il tessuto economico. « L'Università vuole essere sempre più inclusiva nei confronti degli giovani italiani ma in prospettiva anche provenienti da altri Paesi, connotare ulteriormente Pavia come città universitaria e dei saperi applicati, unitamente alla formazione - ha detto Svelto - l'ambizione della nostra Università e mia personale è quella di vedere una crescita degli studenti e il loro migliore inserimento nel mondo del lavoro con l'ateneo come snodo tra nuove generazioni e società. Molto forte è la relazione che da tanti anni esiste con il mondo delle imprese, anche attraverso progetti dedicati. In questo senso l'Università di Pavia è stata tra le prime a formalizzare e sviluppare la cosiddetta Terza missione, con l'obiettivo di rendere più efficace proprio l'interazione con la società e il contributo a crescita e benessere».Il rettore ha poi accennato alla laurea magistrale plus, un format originale dell'Università di Pavia, introdotto ormai sette anni fa: «Un percorso che tutti i nostri studenti di lauree magistrali possono intraprendere e prevede cinque semestri anziché quattro, ma due di questi sono trascorsi obbligatoriamente in azienda ed è riconosciuto allo studente un compenso mensile. Il progetto ha avuto grande interesse e riscontro nel mondo delle imprese, a oggi hanno firmato la convenzione ben 73 aziende che partecipano a più di 12 corsi di laurea. Inutile dire che a tutti i partecipanti a questo percorso viene avanzata una proposta di lavoro anche prima che conseguano la laurea».Tornando al Parco dell'innovazione, Svelto ha sottolineato come vadano «create tutte le condizioni anche infrastrutturali per lo sviluppo economico attorno a centri di ricerca, in questa direzione si muove la nostra università non solo sviluppando nuove collaborazioni con le imprese, favorendo la nascita di startup, ma anche immaginando insieme alla Regione e al Comune e Assolombara nuovi insediamenti che possano trarre particolare vantaggio dalla presenza dell'università».Poi, a proposito delle iniziative avviate con fondi Pnrr, Svelto ha ricordato il progetto Nodes (Nord Ovest digitale e sostenibile) al quale l'ateneo partecipa assieme a Politecnico di Torino, Università di Torino, del Piemonte Orientale, dell'Insubria e della Valle D'Aosta: «L'obiettivo del progetto - ha spiegato - è agevolare il trasferimento tecnologico e accelerare la trasformazione digitale dei processi produttivi delle imprese in un'ottica di sostenibilità economica e ambientale e di impatto sociale sul territorio. Il nostro ateneo avrà la leadership nello sviluppo tecnologico e digitale della trasformazione industriale della produzione agricola, con grande attenzione al nord ovest italiano e in particolare all'Oltrepo». --