Assist di Gentiloni a Meloni «Pronti a rinegoziare il Pnrr» Giorgetti: «Svolta per la Pa»

la giornatadall'inviato a cernobbioLa buona notizia è che si è evitata la recessione. Quella cattiva è che mai le incertezze sul futuro sono state così numerose. Lo scenario del forum Ambrosetti che si è concluso ieri è di complicata lettura. Se è vero, come rimarcato dal Commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, che non si sono materializzate le previsioni oscure dello scorso autunno, è altrettanto vero che dormire sonni tranquilli è complicato. Il vice presidente della Banca centrale europea (Bce), Luis de Guindos, avverte sui «rischi sui mercati» e ricorda quanto siano cupe le nubi intorno all'Area euro. Intanto, il ministro del Tesoro, Giancarlo Giorgetti, sottolinea che le stime per il 2023 «sono in miglioramento». Non solo: «Ci aspettiamo variazioni congiunturali positive del Pil nella prima metà dell'anno». Nel caso dell'Italia l'incognita, oltre alle turbolenze dei mercati, è data dall'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La prossima rata del Recovery, la terza, «non è a rischio». Le parole di Gentiloni sono una rassicurazione per gli imprenditori presenti all'evento di Villa d'Este organizzato da The European House - Ambrosetti. Tuttavia, rimarca il commissario europeo, «il piano italiano deve funzionare». E rilancia: «Il margine per la rinegoziazione esiste». Conferma che ci sono negoziazioni in corso tra Roma e Bruxelles sull'utilizzo delle risorse del più ambizioso piano economico europeo, che per l'Italia vale 191,5 miliardi di euro. Ma rimarca anche che bisogna accelerare. La congiuntura odierna è positiva, come ha rimarcato Giorgetti. Il governo, ha detto, ha rivisto «verso l'alto l'obiettivo di crescita precedentemente indicato del +0,6%». Una percentuale già messa nero su bianco dall'Ocse che vede appunto l'economia italiana rallentare dal 3,8% del 2022 allo 0,6% di quest'anno per poi toccare l'1% nel 2024. Giorgetti sottolinea che «pur essendo possibile una ulteriore accelerazione dell'attività economica per motivi prudenziali continueremo ad assumere un ritmo moderato di crescita». Gli interrogativi sono legati, come sottolineato da Gentiloni, agli sviluppi del Pnrr. Sulla terza tranche la decisione della Commissione europea «arriverà nei prossimi giorni». Il quadro sull'Italia, sebbene sia «migliore delle previsioni e incoraggiante», è incerto. Pertanto, ha spiegato al parterre sul lago lariano, «bisogna riporre sul Recovery un'attenzione enorme, perché il questo contesto è il solo strumento che si può usare». A tal punto che l'ex presidente del Consiglio lo definisce come «l'antidoto al rischio di stagnazione». Un elemento di cui, è certo, «il governo italiano è consapevole». Giorgetti esclude problematiche ad ampio raggio, ma il tempo è poco. Giorgetti, parlando dei prossimi appuntamenti, si dice tranquillo. In riferimento al prossimo Consiglio dei ministri di giovedì prossimo, ha parlato di garanzie. Quali? In divenire la risposta: «Si sta valutando un provvedimento per migliorare l'organizzazione della Pubblica Amministrazione per il Pnrr. Le garanzie sono invece allo studio del Mef, è una proposta che vorremmo portare anche in Europa per contribuire a migliorare il sistema che permette alle imprese, soprattutto quelle che affrontano grandi progetti infrastrutturali, di avere la possibilità quantomeno di partire con il cantiere, altrimenti oggi diventa complicato». Si vedrà. Mentre si discute di Pnrr, a Cernobbio arriva una rilevante stoccata alla Bce. Il 47,3% della platea, secondo il primo televoto della giornata, ritiene l'operato di Francoforte «appena sufficiente» e solo il 26,4% lo ritiene «positivo» (con un declino rispetto al 2022 quando il giudizio positivo era del 45,7%). Netto il giudizio del 17,6% che lo boccia senza appello e lo ritiene negativo. Rifuggono le critiche, invece, i banchieri centrali. «La stabilità finanziaria è essenziale per l'obiettivo primario della Bce della stabilità dei prezzi» e «il nostro approccio per riportare l'inflazione al nostro obiettivo di medio termine del 2% continuerà a dipendere dai dati», spiega il vice presidente della Bce, de Guindos, rimarcando la linea dettata da Christine Lagarde. E avverte: «Riteniamo che quest'anno l'inflazione complessiva dovrebbe diminuire considerevolmente, mentre rimarra forte quella di fondo». Più rialzi dei tassi, quindi, e più complicazioni per chi non usufruisce bene del Recovery. -- f. gor.© RIPRODUZIONE RISERVATA