Natura, arte e inclusione premiati gli Horti Borromaici
PAVIATra i vincitori del bando 2023 della Fondazione Italia Patria della Bellezza, giunto alla sua terza edizione, c'è Horti, un parco di 35.000 metri quadrati, che l'Almo Collegio Borromeo ha riqualificato aprendolo a tutti nello scorso mese di settembre come spazio in cui si intrecciano habitat naturali, arte contemporanea, etica, equità e inclusione sociale. Ogni giorno, dalle 10 alle 18, si possono visitare oltre tre ettari di verde nel centro storico di Pavia, un tempo dedicati alla coltivazione di ortaglie e frutteti, diventati luogo di socialità. Qui si intrecciano arte, natura, ed etica, cardini del progetto voluto dal rettore Alberto Lolli. Oltre 3mila arbusti e piante, per favorire l'approdo e la conservazione dell'avifauna locale, realizzando differenti habitat per valorizzare e salvaguardare la biodiversità, ma anche un'esposizione permanente, con sculture di arte contemporanea e pitture murali di artisti di fama, realizzata in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, senza dimenticare l'impegno per favorire, in collaborazione con la Casa del Giovane e l'assessorato ai Servizi sociali del Comune, l'inclusione sociale e il reinserimento lavorativo.Ad adottare Horti è stata l'agenzia di branding Reflektor, partner della Fondazione Italia Patria della Bellezza che lo ha inserito tra i vincitori del bando che ha visto la partecipazione di oltre 140 progetti da tutta Italia, 5 vincitori, 14 progetti "adottati" dalle agenzie partner. L'obiettivo è la mappatura e il sostegno della bellezza e del talento, spaziando dall'arte all'impegno sociale, dal teatro alla ricerca scientifica, con un'attenzione particolare al ruolo che la bellezza ricopre nei percorsi di crescita di tutti gli essere umani. «La missione formativa, attraverso la pedagogia della bellezza, avviata con l'edificazione del Palazzo per la Sapienza, guida ancora le scelte del collegio che, con l'apertura di Horti, condivide con la comunità la ricchezza di uno spazio verde, inserendosi in modo attivo nei processi di rigenerazione dello spazio pubblico, promuovendo luoghi di socialità, intrecci di saperi e senso etico», si legge nelle motivazioni. --Stefania Prato