Due armi, quattro colpi il povero Ibrahim crivellato dai killer
Maria Fiore / CILAVEGNAQuattro colpi, tre all'addome e uno al collo. Mohamed Ibrahim Mansour, 44 anni, non ha avuto scampo. L'autopsia sul corpo della vittima, crivellato di colpi di fucile e pistola e poi dato alle fiamme in un'automobile per cercare di cancellare le tracce, ha confermato le modalità dell'esecuzione che erano state ipotizzate dopo un primo esame del corpo. Per l'omicidio e per l'occultamento del cadavere è agli arresti una famiglia intera: Antonio Rondinelli, 60 anni, la moglie Carmela Calabrese di 56 anni, i figli Massimo e Claudio, di 34 e 39 anni, e Luigi D'Alessandro, 37 anni, compagno dell'altra figlia dei Rondinelli, Elisa, che è indagata a piede libero per favoreggiamento. Abitano tutti a Cilavegna.l'analisi davanti ai Ris Nei prossimi giorni si svolgerà, davanti ai Ris, un accertamento non ripetibile sulle tracce prelevate nel cortile del capannone di Cassolnovo, dove la vittima, secondo la ricostruzione della procura, è stata uccisa. Il capannone è al centro della vicenda: oltre a essere il luogo in cui il delitto è stato commesso è anche il collegamento tra la vittima e la famiglia Rondinelli, che aveva lasciato la gestione dell'attività di produzione e vendita di frutta proprio a Ibrahim, padre della bambina avuta con un'altra figlia dei Rondinelli. L'inchiesta, ancora aperta, dovrà precisare i ruoli e il movente, ancora misterioso. D'Alessandro, ad esempio, ha escluso la sua presenza sulla scena del crimine, al momento del delitto, mentre ha confermato nell'interrogatorio di avere aiutato a spostare il cadavere, ritrovato bruciato il 14 gennaio alla frazione Morsella. --