Casteggio al bivio, tutta una stagione in 6 giorni
CASTEGGIOIl Casteggio è arrivato al crocevia decisivo della sua stagione, e sullo sfondo intravede il sogno del "doblete", l'accoppiata campionato-Coppa. La formazione gialloblù, nello spazio di sei giorni, affronta due appuntamenti cruciali. Si comincia domenica, con la sfida casalinga di campionato col Vittuone, immediato inseguitore, staccato di una sola lunghezza dal Casteggio; poi sabato 1 aprile (ore 20), al centro sportivo "Gianni Brera" di Pero, i gialloblù sfideranno l'Arcellasco Città di Erba nella finale di Coppa Italia di Promozione.«Non nego che la tensione comincia a salire - dichiara il presidente Antonio Tinozzi- siamo molto contenti di poterci giocare questa doppia opportunità, non capita cosi spesso di poter competere su entrambi i fronti. C'è grande orgoglio e soddisfazione per aver riportato il Casteggio Fbc e il paese di Casteggio a giocarsi questi traguardi cosi prestigiosi, grazie al lavoro di tutte le componenti».Il capitano indica la stradaIl capitano Mario Rebecchi, 39 anni, con un lungo percorso nel calcio professionistico alle spalle, indica la strada ai gialloblù: «Stiamo bene, e ci alleniamo con entusiasmo. A livello mentale, siamo pronti per queste partite grazie all'esperienza dei giocatori che abbiamo in rosa, abituati a reggere questo tipo di pressioni. Personalmente, sono sicuro che la nascita di mio figlio Pietro mi darà una motivazione in più in questo finale di stagione». Rebecchi soppesa le due sfide che attendono il Casteggio, partendo dall'incrocio col Vittuone: «In questa settimana, ci giochiamo molto, ma non tutto, perchè dopo il Vittuone, ci saranno altre 5 " finali" in campionato. La finale vera e propria è quella di Coppa Italia, in cui non ci sarà da sbagliare nulla per scrivere la storia».Un esempio vincente, in questo senso, arriva proprio da casa Rebecchi, col papà Tino che vinse la Coppa Italia in maglia gialloblu nel 1977, con l'atto conclusivo della manifestazione che si svolse nel contesto lussuoso di San Siro, contro i campani della Sangiuseppese: « Le due coppe non si possono paragonare, quella era una coppa nazionale, con la finale che si giocò addirittura a San Siro - avverte Rebecchi jr - Ci sarà comunque in palio un trofeo, e vogliamo assolutamente vincerlo. Mio papà mi ha chiesto di alzare la coppa, cosi accanto alle foto celebrative della sua squadra esposte al Comunale, potranno esserci anche le mie». Un filo gialloblu che lega padre e figlio, con il desiderio comune di lasciare un segno indelebile nella storia ultracentenaria del Casteggio Fbc. --ALESSANDRO QUAGLINI