Pochi bambini e volontari il parroco chiude gli oratori
il casoGiovanni Scarpa / s. zenoneOratori chiusi per mancanza di volontari. E di bambini che li frequentino. La decisione di don Giancarlo Sozzi, parroco di San Zenone, Spessa, Costa De' Nobili, Zerbo, Corteolona e Genzone, non è piaciuta proprio a tutti. «Immagino _ alza le spalle il religioso _. Ma è stata quasi una scelta obbligata. A parte il fatto che la chiusura è stata fatta solo per il periodo invernale, ma non ho potuto fare diversamente. Questi piccoli paesi, ormai, sono sempre più disabitati. E i costi per tenere aperti gli oratori sono lievitati, fra bollette della luce e del gas». la segnalazione dell'opposizioneA sollevare la questione è stato il consigliere di opposizione di San Zenone, Carmine Simone. Che, a sua volta, ha ricevuto diverse segnalazioni nei mesi scorsi. «Non mi sembra una scelta condivisibile _ spiega il consigliere _. Prima di tutto perchè in questi piccoli centri la parrocchia è rimasto l'unico vero centro di aggregazione. Non c'è più nient'altro. Non solo per i bambini, ma anche per le persone più anziane. San Zenone, Costa, Zerbo, Genzone Spessa stanno diventando dei paesi fantasma».Le chiusure dei centri aggregativiA Spessa sono ancora tanti a rimpiangere la chiusura della Pro loco, leggendario luogo di ritrovo non solo per il paese ma per tutta la Bassa. Anni fa, dopo un lungo braccio di ferro con il Comune (proprietario dei locali) il centro chiuse. Oggi è un posto abbandonato. Ma torniamo alla decisione di don Giancarlo. «Mi aspettavo delle critiche _ ammette _. Non dappertutto è rimasto chiuso, però. Ad esempio a Corteolona l'oratorio ha funzionato anche questo inverno». Ma lì è una storia diversa, il paese è più grande. Del resto, osserva il sacerdote, non è solo una questione di costi e volontari.Sempre meno bambini«Non ci sono neanche più i bambini che frequentano le parrocchie in questi piccoli paesi _ rivela ancora il sacerdote che si deve dividere in quattro per stare dietro a tutti i paesi _. In alcuni ci sono sì e no 200 abitanti. Faccio fatica anche a fissare un giorno alla settimana per il catechismo. I ragazzini poi sono ormai tutti super impegnati in altre attività, sportive o ludiche. Le alternative alle parrocchie sono tante e gli oratori si sono svuotati inesorabilmente». Il parroco cerca di fare quello che può, ma è sempre più solo nel tentativo di garantire le attività non solo per i più piccoli, ma anche per le persone più anziane. «Alla mancanza di volontari per dare una mano, si aggiunge anche il numero sempre più esiguo di sacerdoti _ ricorda infine don Sozzi _. E questo non è un mistero, ma purtroppo una tendenza in atto da molti anni». Una somma di elementi che porta all'attuale situazione, soprattutto nei paesi più piccoli. Ma don Giancarlo non getta la spugna e promette che con la bella stagione riaprirà tutti gli oratori. --