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PoliticaPd, un partitoin camminoUno spettro si aggira per i circoli del partito democratico in Italia, è lo spettro della sinistra progressista cattolica, e radicale.L'unione delle due anime del partito democratico è ancora un miraggio frutto di una tendenziale postura utopica o una diveniente realtà? La comunità dà prova della ritrovata forza nella festa dell'assemblea nazionale, che pone al centro del dibattito i diritti e le tutele delle persone e dell'ambiente. Gli interventi dei militanti disegnano, ognuno con il proprio tratto, una nuova visione già tracciata dalla leadership della neo segretaria Elly Schlein checon passo felpato è arrivata a sfondare il tetto di cristallo. Non l'abbiamo vista arrivare, abbiamo potuto ascoltare le sue parole di rottura che non feriscono ma curano le ferite inferte alla dignità dei militanti, calpestata dal prevalere di logiche politiche più di profitto che di aggregazione. Riponiamo in lei fiducia e speranza di cambiamento. La cultura della sinistra democratica e quella cattolico democratica sono stati gli anticorpi che hanno fatto da argine alle temperie fascista, garantendo lo svolgimento della vita democratico del Paese. Queste culture non hanno esaurito di essere una riserva di civile umanità, esse continuano ad accompagnare l'agire politico come espressione culturale, che continuamente si declina con il movimento stesso della storia. Una comunità in cammino che ha alzato la testa, forte di una nuova fiducia da parte della gente dei gazebo, la stessa che ci crede e che ostinatamente percorre la direzione contraria, contraria alle attese sondaggistiche, contraria a quelle posture della sinistra elitaria e sorda, incuneata nelle logiche del potere e del mercato dei voti. Il popolo dei gazebo ha ridato orgoglio agli stessi iscritti del PD, muniti di vecchie e logore tessere, che spesso nascondeva nelle tasche, vergognandosene. Quel popolo è stato risvegliato dalla paura che il Pd potesse gettare la spugna e i tesserati quella logora tessera. E invece no, non sembra essere questa la triste conclusione di un'avventura cominciata circa 20 anni fa, con la nascita dell'Ulivo, dopo i tormenti degli ultimi anni, quella scommessa sembrava impossibile da vincere e abbiamo rischiato di capitolare, ma oggi una nuova pagina si muove tra le nostre dita, e con noi si muove la speranza di poterla riempire di essenziali obiettivi per le persone e per l'ambiente, diritti e tutele sono gli echi delle nostre voci in cammino. Toccherà a noi farle crescere e giungere fino alle orecchie ormai velate dalle grida del populismo, in tono sovranista.La sinistra è pronta a vincere la sfida con la modernità, se saprà rinnovarsi senza perdere quella radice di umanità che la porta ad essere al fianco di quel mondo che l'attuale sistema sociale mette ai margini.Alda CuomoPaviaA noi è rimastala "roggia grande"Noi pavesi abitiamo in una bellissima cittadina romanica. Pavia è ricca di opere d'arte, di monumenti storici, c'è una Università molto importante in Europa, una delle più antiche. Un ospedale di ricerca come il San Matteo che accoglie oltre i pavesi anche tante persone che provengono da tutta Italia e anche dall'estero. Oltre alle cose belle e importanti però, ci sono anche cose che non soddisfano i cittadini, come ad esempio il trasporto pubblico, che ha una frequenza veramente scadente. Desidero sottolineare che Pavia è attraversata da un fiume che anni fa veniva chiamato fiume azzurro per il riflesso delle sue acque, il Ticino. Non in tutti i quartieri il fiume veniva chiamato con il nome proprio, cioè Ticino; in certe zone di Pavia veniva chiamato anche "canal" oppure come in Borga basso, "Tsei". Passeggiando sul lungo fiume, sono sicuro che tutti i pavesi provano una stretta al cuore e ritornano alla mente gli anni passati, quando l'acqua azzurra del Ticino si poteva bere, come facevamo noi ragazzini.Allora le sponde del Ticino erano le spiagge dei pavesi, dalla primavera all'estate le sue rive erano popolate non solo da pavesi, ma anche da tanti milanesi. Guardando adesso il Ticino, pur sapendo della grave siccità, viene una stretta al cuore e invece di Ticino vien voglia di chiamarlo "rusa granda". Giuseppe LanfranchiPaviaPaviaLe responsabilitàdella maggioranzaVorrei fare un breve commento sull'articolo apparso giovedì (relativo al Consiglio comunale di Pavia, ndr). Come è possibile travisare in tal modo la realtà dei fatti?Da sempre è la maggioranza che governa (o fa saltare le sedute); la minoranza sta all'opposizione. Come si può far credere che nel caso specifico citato dal sig. Comini, capogruppo alla Lega, la mancata celebrazione del consiglio comunale di lunedì 13 marzo sia dovuta all'opposizione... quando è la maggioranza di cui fa parte lo stesso Comini che ha l'obbligo di essere presente per rendere valida la seduta? E invece non era presente in numero sufficiente. Sarà pure una piccola cosa ma ricordiamocelo: chi governa ha la responsabilità nel bene e nel male.Carlo Paravella