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paviaStesso luogo, stessa data, un anno dopo. Sempre per parlare dello stato del Ticino e del suo contesto. Le associazioni storiche del fiume organizzano per giovedì 31 marzo, alle ore 21, presso la sede della Canottieri Ticino, un'assemblea pubblica rivolta a tutti coloro che hanno a cuore il destino del fiume.Lo hanno deciso, dopo una riunione l'altra sera tutti i rappresentanti del coordinamento con un fine ben preciso. «Visto che in un anno non è cambiato nulla, la situazione è sempre la stessa se non peggio, e i punti su cui si doveva lavorare sono rimasti, ad oggi, lettera morta, ci riproviamo». Le questioni sono tre. La prima riguarda il tavolo di lavoro permanente attorno al quale dovrebbe raccogliersi tutti gli enti che hanno nelle loro mani il destino del Ticino. A partire dal Comune di Pavia che aveva promesso di farsi promotore di un'azione di coordinamento fra tutti gli enti competenti, coinvolgendo anche le associazioni remiere che a diverso titolo si occupano del fiume e della sua valorizzazione. Secondo punto, il maggior presidio da parte della polizia locale, a tutela dei fruitori del Ticino. Terzo, infine, condividere il progetto regionale Waterfront anche con le associazioni al fine di raccogliere idee e proposte per valorizzare una delle parti più belle e storiche della città. Ma dopo un anno, denunciano i rappresentanti del coordinamento, tutto è ancora fermo. Anzi, non tutto. Nei giorni scorsi le squadre delle Ferrovie dello Stato hanno rimosso rami e detriti dall'arcata del ponte, seppure dopo quasi un anno. «Ad ogni modo una cosa positiva, visto che ora è garantita la navigazione in quel punto dove prima le imbarcazioni non riuscivano a passare». Troppo poco, comunque, per chi ha a cuore il destino del fiume e le sue bellezze. Perchè se è vero che la siccità, ormai cronica e non più un'emergenza, ci sta mettendo del suo per mettere in ginocchio il Ticino, gli uomini comunque non fanno quanto potrebbero fare per migliorare tutto il resto.A partire proprio dalle istituzioni. Intanto, seguendo sempre l'idea di ripresentare nello stesso periodo ad un anno di distanza un'iniziativa, è stata fissata per il 21 maggio la data della discesa fluviale. In acqua ci saranno barcè e canoe per lanciare l'allarme sullo stato di salute del fiume e delle sue rive.Una sorta di vero e proprio corteo al quale, lo scorso anno, hanno partecipato, oltre ai barcaioli anche tanti cittadini che sono pronti a scendere in campo per salvare il Ticino. Tutti insieme perchè la situazione non degeneri al punta tale da non poterci fare più nulla. Quest'anno ci sarà una novità in più. Dopo circa una decina di anni, verrà ripristinata la suggestiva cerimonia della messa sul fiume che sarà officiata dal parroco di San Teodoro, il patrono dei barcaioli e dei pescatori. Un'ultima novità è emersa dalla riunione. Per aumentare il fronte di chi vuole impegnarsi in prima persona, il coordinamento intende coinvolgere quest'anno, per la prima volta, anche gli operatori privati che hanno le loro attività sul fiume. --g.s.