Viaggio nello spazio con il Cairoli tra esopianeti e vita extraterrestre

la proposta«Il Cairoli nello spazio», si intitola così il ciclo di incontri sulle esplorazioni spaziali e le sue varie implicazioni in campi come la geofisica e la medicina, promosso da un gruppo di alunni del collegio pavese, tutti studiosi di materie scientifiche (Enrico Melani frequenta la magistrale di Fisica, i colleghi Andrea Casadei, Andrea Magnolli Bocchi e Federico Maria Bella che studia Medicina). Si comincia domani (ore 18) in Aula Magna con «L'infinito secondo il telescopio James Webb e i diversi sguardi dei telescopi spaziali»; quindi, mercoledì 12 aprile (stessa ora), «Medicina aerospaziale: le frontiere della fisiologia umana nello spazio»; giovedì 27 aprile, «Geopolitica dello spazio: come la corsa spaziale cambia la Terra»; infine, giovedì 11 maggio, «Astrobiologia: una finestra sulla vita extraterrestre». Tanta carne al fuoco, dunque. La proposta formativa vuole fare il punto sulla ricerca nello spazio, esaminare quali potranno essere i prossimi traguardi e le prossime scoperte a cui anela l'umanità protesa verso altri mondi e desiderosa di trovare risposte definitive all'eterna domanda se siamo o no soli nell'immensità del cosmo. «Nel ciclo di conferenze - spiegano gli organizzatori -verranno affrontati temi di natura scientifica e politica in ambito spaziale, grazie all'intervento di relatori e docenti esperti in materia. L'obiettivo sostanziale è divulgare a un pubblico vario temi quali il funzionamento dei diversi modelli di telescopi spaziali, un'introduzione alla medicina aerospaziale, la geopolitica dello spazio e la ricerca di vita extraterrestre».L'ultima frontieraL'entrata in funzione del potentissimo telescopio James Webb, in grado di spingere il suo sguardo fino a remote galassie primordiali, ha schiuso nuovi orizzonti, impensabili fino a pochi anni fa e offerto a scienziati e ricercatori abbondante materiale su cui lavorare per dare risposta a quesiti chiave. L'affinamento dei metodi di ricerca, grazie a strumenti sempre più perfezionati, ha consentito anche di individuare un gran numero di esopianeti (siamo ormai nell'ordine delle migliaia), cioè di oggetti celesti di tipo roccioso simili alla nostra Terra e collocati entro la fascia potenzialmente abitabile, cioè che potrebbe supportare l'esistenza di forme di vita extraterrestre, quantomeno a livello microbico. --R.lo.