Est Sesia, futuro nero «Forniremo solo il 30% dell'acqua richiesta»

MORTARA Il disastro annunciato per le risaie della Lomellina sta per concretizzarsi. Il consorzio irriguo Est Sesia ha pubblicato sul proprio sito poche parole, foriere di una prospettiva nera per i circa mille risicoltori lomellini. Dopo aver precisato i valori critici per neve, pioggia e falda acquifera e il 38,5% di riempimento del lago Maggiore, la struttura con sede a Novara e presieduta dal lomellino Camillo Colli parla della previsione della disponibilità idrica per l'irrigazione.«Con il permanere delle attuali risorse idriche, l'associazione potrebbe distribuire non più del 30% delle dispense prenotate», è il laconico comunicato. Una doccia fredda per un settore che l'anno scorso dovette affrontare una siccità primaverile-estiva causa, secondo la Regione Lombardia, di danni per 172 milioni e 438mila euro a 2.315 aziende agricole della provincia di Pavia. Fra Lomellina, Pavese, Lodigiano e Milanese erano andati persi 23mila ettari a risaia, oltre a 3mila nel basso Novarese al confine con la Lomellina. LE AVVISAGLIEEppure le avvisaglie c'erano già a novembre, quando Est Sesia, in caso di un'altra stagione siccitosa, scrisse di voler «evitare, nei limiti del possibile, i danni che si sono verificati nei mesi scorsi a macchia di leopardo».Lo aveva scritto Colli nella lettera agli utenti del comprensorio novarese e lomellino. «I rimedi - aveva chiarito - non potranno che mirare a un'equa distribuzione dell'acqua mantenendo le riduzioni delle dispense proporzionali alle competenze dalle prime alle ultime bocche di derivazione». Colli ammetteva che «sarà arduo, in caso di criticità, prevedere l'applicazione di protocolli con cui distribuire l'acqua in modo equo e proporzionale» arrivando a ipotizzare la turnazione della distribuzione. Ora l'ammissione di resa di fronte all'acqua che manca sulle Alpi, in lago e in falda. --Umberto De Agostino