Maneggio alla Sora, i residenti vogliono parlarne con Ats
Fabrizio Merli / paviaI residenti del Chiozzo e della Sora hanno chiesto un appuntamento ai vertici di Ats per esporre le loro perplessità sul progettato maneggio e porre alcune domande di carattere tecnico.Si sono trovati l'altra sera per preparare le migliori strategie di contrapposizione alla struttura che è inserita nel progetto Waterfront, finanziato con 15 milioni di soldi europei da Regione Lombardia. I residenti fanno, in particolare, riferimento a un regolamento di igiene adottato nel 1991 (quando esistevano ancora le Ussl) per sapere se, nel frattempo, sia stato modificato. In base a tale regolamento, tra i ricoveri per animali e le residenze civili vi dovrebbe essere una distanza di almeno 100 metri, prescrizione che - se ancora valida - non è rispettata dal progetto. Inoltre i cittadini chiedono anche perché non sia stata svolta alcuna indagine sull'impatto ambientale, in particolare sugli odori che la presenza di 50 cavalli, inevitabilmente, diffonderebbe nella zona.Da Ats, secondo quanto risulta agli atti, sarebbe giunto un assenso, ma in una fase molto preliminare. Assenso legato al fatto che la struttura avrebbe, comunque, finalità sociali, considerato che vi verrebbero effettuati interventi assistiti con animali a favore di soggetti disabili. Ma anche su questo aspetto del cosiddetto "Parco a cavallo" sono state espresse perplessità, per due ragioni: la prima è che si parla solo di disabili motori e non di disabili cognitivi; la seconda sul fatto che, analizzando la previsione degli incassi, risulta che l'attività di carattere sociale sarebbe una piccola percentuale dell'attività di natura commerciale. Infine vi è il dibattito sull'opportunità di spendere tanti soldi pubblici (2,5 milioni per la costruzione e 350mila euro di contributi per i primi anni) per una struttura che verrebbe comunque affidata a un privato senza che si preveda il pagamento di un canone e che vede la presenza di altri impianti simili sul territorio. --f.m.