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Giovanni Scarpa / LinaroloTutela del fiume, contrasto al bracconaggio ittico, lotta alle escavazioni abusive e allo sversamento di sostanze nocive, monitoraggio sui prelievi delle acque superficiali e sotterranee, realizzazione di opere di ingegneria naturalistica. Sono i punti salienti dell'accordo quadro firmato dall'Autorità di Bacino distrettuale del Po e dal comando dei carabinieri forestali. È la stessa Autorità di Bacino a darne notizia . «Il testo, sottoscritto dal generale di Corpo d'Armata Antonio Pietro Marzo, comandante dei carabinieri forestali e da Alessandro Bratti, segretario generale dell'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, stabilisce gli ambiti di intervento dei due enti, con l'obiettivo di migliorare la reciproca collaborazione e sistematizzare l'azione di salvaguardia del Po . Le aree prevalenti di intervento riguardano, nello specifico, il contrasto al bracconaggio ittico lungo il fiume e alle escavazioni abusive negli alvei dei corsi d'acqua, oltre che agli spandimenti di letami sui terreni agricoli e agli scarichi di reflui di sostanze nocive o non autorizzate». Autorità di Bacino e Forestali lavoreranno insieme anche per «contrastare la presenza di rifiuti, soprattutto di materie plastiche, lungo le aree golenali. I due enti si impegnano inoltre alla fornitura di collaborazione tecnica per la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica, riforestazione e rivegetazione, soprattutto nel territorio di aree protette e siti Natura2000 e con particolare riguardo al Progetto "Rinaturazione dell'area del Po" finanziato con fondi Pnrr».L'accordo quadro è «orientato alla fornitura di un contributo ai sistemi di controllo e monitoraggio sui prelievi delle acque e all'individuazione congiunta di modalità per un efficace controllo e monitoraggio delle concessioni di utilizzo del demanio idrico». La collaborazione riguarderà inoltre lo sviluppo di azioni di controllo volte a segnalare e prevenire l'introduzione e la diffusione di specie faunistiche e vegetali invasive, soprattutto in aree protette e siti Natura2000 e lo sviluppo di azioni comuni di controllo sui rilasci di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico a valle dei prelievi e delle deroghe eventualmente rilasciate». --