Vaccinazioni anti Covid chiuso l'hub del S. Matteo «Oggi finisce un'epoca»

PaviaI prenotati sarebbero nove ma al San Matteo si presenta qualcuno in più. C'è chi ha saputo della chiusura del centro vaccinale e ha deciso di fare il richiamo in extremis. Anziani, fragili, e qualche bambino: queste le ultime dosi somministrate ieri al policlinico, che in poco più di due anni ha distribuito 325 mila vaccini, come dire tre quinti della popolazione pavese. L'ultimo hub ospedaliero della città è dismesso da oggi. Tra le vaccinazioni di ieri c'era qualche quinta dose, riservata agli over 60 e ai fragili: «Io non ho mai preso il Covid è ho fatto tutte le vaccinazioni», dice Roberto Bosia, 79 anni, dopo essere uscito dall'ultimo ambulatorio rimasto attivo al padiglione 8. L'ospedale che è stato un riferimento cittadino sin dai primi giorni dello tsunami pandemico è stato anche il centro più importante per portare avanti la campagna di vaccinazione massiva contro il Covid. «Tutte le dosi le ho fatte al San Matteo - racconta Danilo Calvi - le prime tre al Palacampus (trasformato in hub vaccinale fino all'aprile 2022) le altre nei padiglioni dell'ospedale. Oggi si chiude un'epoca», aggiunge l'uomo. Altri hanno vissuto la campagna di vaccinazione da volontario, dando una mano alle migliaia di persone che si sono messe in fila: «Mi sono sentita parte di un meccanismo di aiuto per la gente», dice Anna Maria Brandazza, volontaria della Croce rossa che da marzo 2021 ha assistito i pazienti durante le fasi della campagna vaccinale. L'associazione di soccorso ha anche messo ha disposizione materiali e tensostrutture per l'allestimento delle linee vaccinali al Palacampus. «Fatta la seconda dose mi sono subito data da fare - racconta la donna, di professione insegnante - ho cominciato quando il centro vaccinale era al padiglione di Dermatologia, poi si è trasferito al Palacampus. Ne ho viste di tutti i colori, soprattutto quando l'obbligo vaccinale era in vigore: alcuni se la prendevano con noi per via dell'imposizione. Ma ho avuto tante soddisfazioni, soprattutto aiutando gli anziani». Sono lontani i tempi in cui si distribuivano migliaia di dosi al giorno per rafforzare l'immunità collettiva: per contare le vaccinazioni degli ultimi giorni bastano due mani. Oltre due anni di attività vaccinale sono stati resi possibili dallo sforzo di 207 medici tra dipendenti, pensionati, specializzandi e dottori di base; poi 305 infermieri del policlinico e una trentina tra ostetriche, assistenti, infermieri pensionati e in libera professioni. Gli amministrativi che hanno contribuito sono una quindicina. --