Bimbo deriso dalle maestre genitori contro l'archiviazione

Sandro Barberis / paviaLa famiglia del bambino di 8 anni, che sarebbe stato vittima di bullismo da parte di tre maestre negli scorsi mesi alla elementare Carducci, si oppone alla richiesta d'archiviazione dell'inchiesta coordinata dalla pm Giuliana Rizza. I genitori erano entrambi presenti ieri nell'udienza di fronte al gip Pasquale Villani, mentre non c'erano le tre insegnanti accusate a vario titolo di maltrattamenti, diffamzione e abuso dei mezzi di correzione. La madre era anche lei maestra alla Carducci: così come le tre colleghe, tutte sono state trasferite. l'udienzaIl gip era chiamato a valutare la richiesta della procura, che ha indagato le tre maestre. Ma sempre la procura ha anche chiesto l'archiviazione della vicenda. Quindi che non ci sia un processo. «Una richiesta a cui siamo opposti fermamente perché il bambino è tuttora sotto cura di uno psicologo, abbiamo portato le carte: ci sono relazioni costanti che dimostrano la situazione traumatica vissuta dal bambino» spiega Luca Angeleri, avvocato che rappresenta la famiglia del bambino. Il bambino è ancora iscritto alla Carducci. «Ma ora la situazione è mutata, visto che non ci sono più le maestre coinvolte nella vicenda».La richiesta dell'avvocato della famiglia del bambino è quella di un'ordinanza di rinvio a giudizio coatto oppure un'integrazione delle indagini. Il rinvio a giudizio coatto può essere stabilito nel caso di richiesta d'archiviazione quando il giudice non ravvede gli estremi proprio per l'archiviazione. «Questa è la nostra richiesta, in subordine che vengano integrate le indagini: al momento ad esempio nel fascicolo non ci sono le copie forensi del contenuto dei cellulari delle maestre coinvolte e nemmeno materiale attestante le condizioni psicologiche del bambino dopo i fatti» chiude l'avvocato Angeleri. Il gip comunque si è riservato la decisione, quindi si esprimerà nei prossimi giorni. Le possibilità sono tre: confermare l'archiviazione, disporre il giudizio oppure chiedere di integrare le indagini. la vicendaIl caso era esploso la scorsa primavera alla elementare Carducci di Pavia. Una maestra aveva scoperto su un pc lasciato acceso in un'aula una chat in cui alcune colleghe parlavano di suo figlio, loro alunno deridendolo e insultandolo con epiteti come "pirla" e "bambino di m.".La mamma aveva denunciato le colleghe e la procura aveva aperto un fascicolo per maltrattamenti, abuso dei mezzi di correzione e diffamazione. A loro volta le tre maestre avevano controdenunciato la mamma-collega per accesso abusivo al pc. Un caso che si era sgonfiato dopo l'estate. Quando la procura aveva chiesto l'archiviazione, ora contestata, perché quello delle «tre maestre era solo «uno sfogo delle proprie frustrazioni con una collega senza intento offensivo» anche se le indagate si sono dimostrate prive delle doti di sensibilità e umanità necessarie al loro lavoro». Anche la contro denuncia nei confronti della mamma era finita in un nulla. La procura di Milano (competente per i reati informatici) perché «la chat era stata «lasciata aperta su un pc destinato ad uso scolastico». Quindi, nessuna corrispondenza violata e nessun accesso abusivo al sistema.--