Ora per la segreteria provinciale è sfida tra Corsico e Veronesi
il casoFabrizio Merli / paviaEra l'ultimo passaggio prima di rivolgere lo sguardo al Pd locale. La vittoria di Elly Schlein, poco dopo il voto per le elezioni regionali, dovrebbe chiudere una parentesi che si era aperta il 10 novembre 2021, giorno in cui si dimise l'allora segretaria provinciale, Chiara Scuvera. Per un anno e tre mesi, il Partito democratico, in provincia di Pavia, è stato guidato dal commissario Daniele Manca. Adesso, superati tutti gli appuntamenti nazionali e regionali, il congresso per l'elezione del nuovo segretario provinciale dovrebbe essere convocato entro la fine del mese di marzo. Nel "toto segretario" circolano due nomi su tutti: Roberto Veronesi, sindaco di Torre d'Isola ed Emanuele Corsico Piccolini, consigliere provinciale e già candidato alla Camera lo scorso 25 settembre. «Non sono ancora definiti i tempi e i modi del voto per la segreteria provinciale - dice Veronesi - nel senso che non sappiamo se voteranno solo gli iscritti o se si aprirà anche a chi proviene da Articolo 1. Il messaggio, a livello nazionale, è chiaro: si chiede un rinnovamento. Ci sono giovani dirigenti, fra i 30 e i 40 anni, che hanno le carte in regola per iniziare un percorso nuovo in provincia. L'importante è che si ragioni sui contenuti».Emanuele Corsico Piccolini, invece, dichiara che non vi è ancora una sua candidatura perché prima occorrerà vedere "che aria si respiri" nel Pd a guida Schlein: «La spaccatura tra il voto dei circoli e quello del popolo delle primarie impone di capire, prima di tutto, quale geometria avrà il Partito. A livello locale, oggi, di fatto, c'è in campo l'auto-candidatura di Roberto Veronesi. Io ho sempre interpretato ruoli che portassero in sè l'essere unitario. L'ultima cosa che voglio è che una mia candidatura possa condurre a una spaccatura in un momento in cui bisogna essere uniti».Se, dunque, i principali nomi in campo sono quelli di Veronesi e Corsico Piccolini, altri entrano ed escono dalle discussioni. C'è ad esempio Silvia Grossi, che alle regionali ha avuto un buon riscontro di voti o Michela Sitzia, coordinatrice provinciale della conferenza delle donne democratiche. C'è il nome di Marcello Infurna, sindaco di Certosa dove, sempre alle regionali del 12 e 13 febbraio scorso, il Pd ha avuto un ottimo risultato. Ci sono nomi pesanti anche tra gli ex fuoriusciti di Articolo 1, come Carlo Porcari, ex consigliere regionale e Giacomo Galazzo, ex assessore alla cultura nella giunta Depaoli; entrambi si accingono a rientrare nel Partito democratico. E poi, oltre i nomi e le ipotesi, c'è la necessità di dare una guida al territorio provinciale e alla città di Pavia, dove nel 2024 si voterà per rinnovare sindaco e Consiglio comunale e dove il congresso cittadino si dovrebbe tenere entro la fine del mese di aprile. L'attuale segretario del Pd di Pavia città, Michele Lissia, sottolinea la necessità di avere linee chiare per il partito in provincia di Pavia: «Sono contento dell'affluenza che si è registrata al voto per la scelta del nuovo segretario nazionale. Il risultato è stato netto e bisogna prendere atto della richiesta di rinnovamento che arriva dal territorio». Il Pd pavese deve ricostruire un'identità, dopo non essere riuscito a mandare propri candidati né in Parlamento né in Consiglio regionale. La buona notizia è che la prima sfida in vista è il voto per dare un nuovo sindaco al Comune di Pavia. E in città, come risulta evidente dal voto delle ultime regionali, il Pd non solo è in buona salute, ma è il primo partito, addirittura davanti a Fratelli d'Italia. L'occasione, insomma, c'è. --© RIPRODUZIONE RISERVATA