Osimhen scatenato: Napoli a +18 Spalletti vola verso lo scudetto

Matteo De Santis / empoliA una fatica di meno dal sogno. A quota 65, evitando pure le apprensioni che in genere comporta l'Empoli, il Napoli delle meraviglie procede nell'irreale opera di accorciamento dei tempi di attesa del terzo scudetto. Lo sbriciolamento in meno di mezz'ora dei giovanotti di Zanetti, imbattuti nelle precedenti cinque esibizioni casalinghe, rafforza quelli che non sono più presentimenti, ma incontrovertibili postulati da tricolore. Quassù, a +18 dall'Inter almeno per una notte, con l'undicesimo blitz esterno in campionato, il miglior attacco (58 gol fatti) abbinato alla migliore difesa (15 subiti) e gli addobbi dell'ottava partita di fila con una marcatura di Osimhen (19 centri) e del quinto (Champions inclusa) "clean sheet" consecutivo di Meret, non si intravede come possa piantarsi la giostra manovrata da Luciano Spalletti. Al massimo potrà rallentare, considerando le possibili complicazioni offerte dal calendario con Lazio, Atalanta, Torino e Milan nei prossimi quattro appuntamenti dei quattordici all'epilogo, ma fermarsi proprio no. Ingiocabile per quasi tutti da settembre, il Napoli frantuma anche l'Empoli, stordendolo con un'organizzazione di gioco ai limiti della perfezione che ammansisce e annacqua i piani di Zanetti, come Baldanzi a intralciare la tela del tessitore Lobotka. I primi della classe, con dieci undicesimi come con l'Eintracht, non soffrono di problemi di carburazione. Lobotka sventaglia palloni di precisione millimetrica e, assieme a Zielinski e Anguissa, azzera ogni preoccupazione. La difesa empolese, accartocciata da Osimhen e Kvaratskhelia, soccombe: Ismajli, intimorito dall'ombra del nigeriano, fa harakiri e Vicario, resistente al tiro a giro del georgiano, capitola sul tap in vincente di "Osi". Partita di fatto seppellita, proseguita con una traversa di Kim, il tris annullato per fuorigioco a Osimhen, tre interventi del prodigioso Vicario e l'imperdonabile espulsione (la prima del Napoli in stagione) di Mario Rui. «Vittoria che è tantissima roba», sentenzia Spalletti. La capolista continua ad andarsene. --© RIPRODUZIONE RISERVATA