L'appalto era regolare il Comune rende i soldi agli imputati assolti

Fabrizio Merli / paviaIn primo grado erano stati condannati e avevano versato 50mila euro di danni al Comune. In appello sono stati assolti e il Comune deve rendere loro i quattrini.Il caso, che comporta un debito fuori bilancio che sarà discusso nel Consiglio comunale di lunedì sera, riguarda la vicenda dell'indagine e deisuccessivi processi sulla gestione dell'appalto per l'installazione di caldaie nuove in uffici del Comune. Assolti con formula piena dalla corte d'Appello di Milano, Claudio Tedesi, 61 anni, residente a Binasco, all'epoca dei fatti direttore generale di Asm Pavia, che per questa vicenda venne arrestato nel 2017, gli imprenditori Bruno Silvestrini, 78 anni, di Pavia, amministratore delegato della società E.T.I a cui era stato affidato l'incarico di sostituzione degli impianti di riscaldamento, così come Gabriele Felappi, imprenditore 50enne di Piancamuno (Brescia) e amministratore delegato della società Antas Srl. Tedesi in primo grado nel 2021 a Pavia era stato condannato a 4 anni, Silvestrini a 5 anni e Felappi a 2 anni e 6 mesi. Era stato proprio in conseguenza della pronuncia di condanna che il giudice aveva stabilito una provvisionale, vale a dire una sorta di anticipo sulla liquidazione dei danni. Il Comune di Pavia, che si era costituito parte civile, aveva così incassato dagli allora imputati la somma di 50mila euro. Ma, come detto, l'Appello non solo ha ribaltato la sentenza di primo grado; addirittura ha pronunciato il verdetto con la formula "perchè il fatto non sussiste". A questo punto la provvisionale è venuta meno e il Comune di Pavia dovrà restituire il denaro a chi è stato ritenuto innocente all'esito del secondo grado di giudizio.Gli imputati, con ruoli diversi, dovevano rispondere di avere turbato nel 2015 la gara da 18 milioni di euro, gestita da Asm Pavia, per l'installazione delle caldaie negli edifici pubblici del Comune di Pavia (da qui l'accusa di turbativa d'asta).In relazione a questa gara avevano, secondo l'accusa sostenuta dalla procura della Repubblica, distratto 250mila euro dalle casse di Asm (da qui l'accusa di peculato nei confronti di Tedesi che era ritenuto pubblico ufficiale), affidando sistematicamente alla società E.T.I di Silvestrini l'incarico di sostituire impianti di riscaldamento che, invece, sarebbero stati riparabili con una spesa molto più contenuta Sempre in base a quanto ricostruito dall'accusa gli imputati avrebbero avallato l'affidamento di lavori ordinari e straordinari, di appalti della gestione calore sempre del Comune di Pavia, alla E.T.I senza ricorrere a procedure di appalto pubblico. Inoltre, insieme a Gabriele Felappi avrebbero procurato alle società A2e Servizi Srl e Antas Srl pagamenti per prestazioni in realtà eseguite con personale e mezzi di Asm Pavia. Tutte accuse ora decadute dopo la sentenza d'appello. Di qui la necessità di procedere alla restituzione del denaro con un debito fuori bilancio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA