Senza Titolo

Ilario Castagner se ne è andato in punta di piedi. Senza clamori, come era nel suo stile, sul campo di calcio e fuori. Anche se il caso ha voluto che la notizia della sua morte, all'età di 82 anni, arrivasse proprio mentre il Perugia, che con lui in panchina divenne «dei miracoli», la prima squadra imbattuta in A, superava al Curi la Ternana nel derby umbro. «Oggi se ne è andato il sorriso più bello del calcio italiano. Ciao papá. ..» ha scritto su Facebook il figlio Federico. Castagner è stato simbolo del calcio e figura chiave della storia sportiva del Perugia. Originario di Vittorio Veneto (Treviso), da giovanissimo calciatore ebbe la prima esperienza in biancorosso all'inizio degli anni Sessanta. Furono solo le prime pagine di un legame che diventò ancora più forte nella sua ricca carriera da allenatore. Atalanta, Lazio, Milan e Inter fra le altre squadre da lui guidate. Ma per Castagner c'è stato soprattutto tanto Perugia, a partire dal periodo d'oro fra il 1974 e il 1980. Proprio alla fine del campionato 1974-1975 la prima grande gioia, con una storica promozione in serie A. Castagner di lì a poco avrebbe scritto un'altra pagina gloriosa del Perugia e del calcio. Nella stagione 1978-1979 infatti il suo «Perugia dei miracoli», chiuse imbattuto il campionato di serie A. Fu la prima squadra a riuscirci e lui il primo allenatore. Ricordando quell'impresa, con orgoglio disse che «Milan e Juventus arrivarono dopo». I biancorossi in quella stagione, rimasta comunque storica, chiusero al secondo posto, con 41 punti dietro al Milan che ne fece 44. «Se non si fosse fatto male Franco Vannini - disse Castagner - saremmo finiti primi, con lui avremmo conquistato quei cinque punti in più per lo scudetto». --