Caso dimissioni, ricorso al Tar discusso l'8 marzo

VIGEVANO Sarà discusso l'8 marzo il ricorso al Tar della Lombardia, promosso da quattro consiglieri comunali di minoranza: Giulio Onori, Rimma Garifullina, Emanuele Corsico Piccolini e Furio Suvilla, tramite l'avvocato milanese Lorenzo Tamos. Il ricorso è relativo alla scelta della prefettura di non considerare valida la tredicesima lettera di dimissione, quella firmata da Riccardo Capelli e poi scomparsa misteriosamente dall'ufficio protocollo del Comune nel corso di quella che è stata chiamata «la congiura di Sant'Andrea» perché avvenuta il 30 novembre. Oggetto del contendere, quindi, è l'atto con cui la ex prefetta di Pavia, Paola Mannella, il giorno successivo aveva invalidato le dimissioni di massa presentate in originale da 12 consiglieri comunali, salvando (anche se con una maggioranza ridotta a un solo eletto) il sindaco Andrea Ceffa e la giunta. Nei giorni precedenti le elezioni regionali, i quattro consiglieri inseriti nel ricorso "ad opponendum" (cioè controinteressati) si sono rivolti a un avvocato milanese. Da notare che sulla vicenda è presente anche una denuncia penale presentata da alcuni consiglieri di minoranza: a quanto risulta, però, non sarebbero ancora scattate indagini su quanto successo il 30 novembre.Cosa può succedere l'8 marzo? Se il Tar dovesse giudicare l'atto della prefetta viziato da errori, concederebbe una sospensiva che di fatto spalancherebbe le porte del commissariamento per il Comune di Vigevano. Quello che era da subito il vero obiettivo dei "congiurati". A opporsi al ricorso al Tar sarà anche il ministero dell'Interno, che rappresenta la prefettura di Pavia. --O.D.