Zatti: cambiare è indispensabile servono scelte, anche impopolari
il casoSilvio Puccio / paviaLa volontà di attuare scelte impopolari è l'elefante nella stanza che ha accompagnato il dibattito di mercoledì sera. Andrea Zatti è il primo a indicarlo: «Quando si parla di mobilità non ci sono misure giuste e sbagliate, ma scelte da adottare per giungere alla destinazione voluta. Se immaginiamo Pavia città universitaria, capitale del Ticino in competizione con Milano sulla qualità della vita, non si può prescindere da una diversa idea di mobilità. Non bastano gli incentivi, servono anche sanzioni per avviare il cambiamento culturale e di abitudini. Poi bisogna vedere se chi lo fa vince le elezioni». A dirlo è referente del rettore per la sostenibilità, nel direttivo di Fondazione Romagnosi, la scuola di governo locale che ha organizzato l'incontro sulla mobilità insieme alla Provincia Pavese, ospitato dal collegio Castiglioni, retto da Michela Magliacani. Insieme all'assessore Bobbio Pallavicini, Zatti ha tirato le fila del dibattito (reperibile sul canale Youtube del giornale) cui ha partecipato anche Roberto De Lotto, docente di Urbanistica dell'ateneo. Per un pugno di postiIl provocatorio intervento di Zatti è una stoccata all'iter del Pums, il piano della mobilità sostenibile avviato dalla precedente giunta ma, nei fatti, arenato. «Il Pums non è stato approvato perché c'era una riduzione dei posti liberi e un aumento di quelli a pagamento. Sono d'accordo al controllo della sosta intorno le scuole e a moderare del traffico, ma le misure di disincentivo possono essere controproducenti per chi le adotta. Per questo non si può addossare tutta la responsabilità dei cambiamenti mancati alla politica, quando alcuni di questi toccano le abitudini delle persone e, forse, non c'è ancora sensibilità diffusa. Per cambiare la mobilità, bisogna lavorare in modo graduale seguendo un'idea di città, mettendo a sistema interventi e risorse». Tema sottolineato anche da Cosimo Lacava, dei ciclisti ambientalisti del Sellino Spiritato: «Il cambio di passo è inevitabile. Presto o tardi anche Pavia andrà nella direzione di una mobilità differente. Per farlo devono partecipare tutti gli attori: San Matteo e università devono fare la loro parte per migliorare viabilità e sosta: serve una visione organica e un nuovo piano della mobilità». E sull'annuncio di una zona 30 "scolastica" a Pavia ovest dice: «Vedo un'apertura, l'importante è farlo succedere». I ciclisti: «Vigileremo»Al dibattito c'erano anche gli attivisti di Fiab, la federazione ambiente e bici: «Ormai è evidente che tutte le categorie di cittadini pretendono una Pavia più sostenibile. Questa amministrazione e quella che le succederà lo deve capire. Bisogna avere il coraggio per attuare cambiamenti radicali». Lo dice Edoardo Milan, nel direttivo Fiab: «Pensiamo a corso Cavour pedonale: un tempo sembrava che stesse cascando il mondo, oggi nessuno si sognerebbe di tornare indietro. Stessa cosa per le isole salva pedone: realizzate in fretta, efficaci e apprezzate. Noi vigileremo sulle proposte dell'assessore, affinché si attivi con iniziative per una mobilità più sicura, così da evitare altre morti». --