Accademia, Mori veterano a 20 anni «Il gol? Preferisco cross e assist»
SANT'ALESSIOVent'anni, esterno destro cresciuto nell'Accademia Pavese, Gabriele Mori nonostante la giovane età è ormai alla terza stagione in prima squadra e pertanto quasi un veterano della squadra allenata da Gianluca Gaudio.Grandi polmoni e chilometri macinati ogni domenica sulla fascia destra. E' da sempre il ruolo prediletto? «Sì. Sin da quando ero nei Giovanissimi all'Accademia è stato questo il mio ruolo, facevo l'esterno a 4 o a 5. Correre mi piace e preferisco regalare cross e assist ai compagni, piuttosto che andare al tiro. E' un ruolo dove tocchi un sacco di palloni, sei sempre nel vivo del gioco anche dalla trequarti in su».Domenica la trasferta di Giussano dopo quattro turni casalinghi.«Incontriamo la Vis Nova, che come noi lotta per evitare i play out. Sarà dura, loro sono in forma. Ma anche noi».A 17 anni il lancio in prima squadra, da allora quasi sempre titolare. Mori è uno degli esempi più concreti della linea verde Accademia.«E' vero. Posso dire di essere stato forse anche fortunato, ma personalmente cerco di dare sempre il massimo: in partita e in allenamento. Come tutti del resto. E' un po' il nostro marchio di fabbrica, penso di non aver mai sentito nessun allenatore lamentarsi di un allenamento fatto male».Tanti giovani con qualche uomo d'esperienza. L'impressione fuori dal campo è quella di un gruppo molto compatto. «Confermo in pieno. Siamo veramente un bel gruppo, insieme ci divertiamo anche fuori dal campo, perché anche i "vecchietti" (ride) scherzano con noi. Ma quando c'è bisogno sono anche prodighi di consigli e ci aiutano a crescere».Qual è la squadra che l'ha impressionata di più? «Il Magenta. Forte in ogni reparto. E' la squadra che abbiamo più sofferto, sia all'andata che al ritorno».Il giocatore a cui si ispira? «In verità nessuno. Confesso di non seguire neanche tanto il calcio. Mi piace molto giocarlo, ma guardarlo mi annoia un po'. Seguo più che altro la Champions, ma sono tutti troppo forti per ispirarmi a qualcuno».Il sogno nel cassetto di Gabriele Mori? «Penso, come tutti i ragazzi che giocano a calcio, che il sogno sia diventare un professionista. Ma intanto ho studiato meccanica all'Itis e ora sto seguendo dei corsi per specializzarmi. Preferisco il lavoro all'Università». -- Daniela Scherrer