Guardia medica da trasferire non c'è ancora una data certa
PaviaPer il trasferimento della guardia medica non c'è ancora una data certa: Asst fa sapere che avverrà entro il 2025, come da Pnrr: il piano nazionale di ripresa e resilienza che concorre a finanziare la "messa a terra" della riforma sanitaria regionale. La continuità assistenziale (questo il nome attuale della guardia medica) è al momento ospite all'interno della sede di Croce verde. Il suo accorpamento è previsto nella casa di comunità di Pavia (piazzale Golgi) che da novembre ha ereditato gli ambulatori di Asst aggiungendo anche altri servizi. L'obiettivo è duplice: accentrare l'offerta di esami ambulatoriali, cure e visite in un unico centro riconoscibile per il cittadino, con l'effetto indiretto di "supportare" il vicino policlinico San Matteo nella gestione dei pazienti meno gravi, che non necessitano delle attenzioni di un pronto soccorso: una sorta di "filtro" sul territorio che dovrebbe decongestionare il reparto d'urgenza dall'iper afflusso di pazienti. Specie nel fine settimana, quando gli studi medici sono chiusi e per visite e certificati ci si deve rivolgere altrove. Il trasferimento è subordinato alla ristrutturazione dell'ala del padiglione di piazzale Golgi (di proprietà del San Matteo) per il quale è in corso una riqualificazione da circa sei milioni di euro utili anche a creare gli spazi idonei per accogliere la guardia medica. Come i medici di base, la guardia medica è un servizio per il cittadino in carico ad Ats, l'organo di governo sanitario della provincia. La riforma regionale prevede che l'agenzia di tutela della salute "ceda" ad Asst (che gestisce le strutture sanitarie pubbliche della provincia) le competenze sul cosiddetto settore delle "cure primarie". Un passaggio di consegne da fare per step, e che all'inizio doveva avvenire entro la fine del 2022. Ma un emendamento alla legge di bilancio regionale presentato dai consiglieri leghisti Colombo e Malanchini ha ritardato di nove mesi la messa a regime del provvedimento, con la motivazione di «agevolare le Asst nella fase organizzativa e di reclutamento eventuale di personale aggiuntivo per i dipartimenti di cure primarie». --Si.P