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il personaggioDaniela CottoINVIATA A MERIBELPer la sua prima vittoria in supergigante Marta Bassino sceglie il palcoscenico mondiale di Meribel, la stazione lussuosa e discreta che ospita le gare femminili. E s'inventa l'impresa, l'oro nella specialità che richiede tecnica e destrezza. Fa la Wonder Woman scendendo con la leggerezza che è il suo tratto distintivo e sfodera una classe sopraffina sul tracciato che assomiglia a un super-gigantone. Per Marta è il terreno ideale. Si mette dietro anche Sua Maestà Mikaela Shiffrin, la regina americana che s'inchina alla prestazione maestosa dell'azzurra e le fa i complimenti. Bassino è ormai più di un jolly prezioso, è una certezza consolidata: «Sono cresciuta tantissimo, arrivando qui con la fame di vittorie e facendo quello che ho sempre fatto. Non ho inventato l'acqua calda, però non mi sono risparmiata. Avevo tutto molto chiaro in mente, così sono rimasta concentrata su me stessa: ciò che alla fine fa la differenza. È stata lunga l'attesa, ho visto scendere tutte le avversarie prima di poter festeggiare. E subito non riuscivo a godermi il momento».Non è un trionfo casuale. È figlio di solide radici affondate nella famiglia a cui è legatissima, nei prati che Marta vede dalla sua finestra a Borgo San Dalmazzo e nelle montagne di casa a Limone Piemonte, dove ha sciato prima di questa trasferta. A 26 anni e con il nuovo fidanzato, Luca, appassionato di sci alpinismo e qui a tifare, il suo vero segreto è affrontare tutto con determinazione, ma anche con semplicità. Muscoli, tecnica e mente, un cocktail vincente. Ieri ha vinto un oro pesante «diverso da quello del parallelo di Cortina nel 2021. Questo vale tanto perché sto sciando bene e sapevo che sarei arrivata ad un bel risultato anche in superG. Quest'anno ho fatto tanta velocità e mi è servito». La magia di Meribel la consacra tra le grandi dello sci e il destino ha disegnato la migliore sceneggiatura possibile perché sulla "Roc de Fer" nel 1992 Deborah Compagnoni vinse l'oro proprio in supergigante. La dedica di Marta è per gli allenatori e per lo staff. «Dietro a questo successo c'è il lavoro dei tecnici della squadra, uomini speciali. Come il mio coach Daniele Simoncelli, lui capisce quello che sento e tecnicamente è bravissimo. Mi spinge a fare sempre di più. E un ruolo fondamentale ce l'ha il mio skiman Gianluca Petrulli. Non so a che ora sia andato a dormire per preparami gli sci, erano perfetti». Nel pianeta di Marta lo sport ha un ruolo importante, da ragazzina si era invaghita della ginnastica artistica scalzata poi dallo sci. «Ultimamente mi sono avvicinata anche al tennis, mi piace guardarlo e giocare». E poi c'è la meditazione «quella del cuore, che mi aiuta a trovare un equilibrio e il centro di me stessa». Ma nel suo mondo da qualche settimana è entrata una novità, la passione per una moda moderna, gli Nft, i "non-fungible token" , contenuti digitali che rappresentano oggetti. «è una nuova sfida, mi ha incuriosito. I miei tifosi potranno comprare dei pezzi e in omaggio ci saranno anche benefit o esperienze sportive, come quella di sciare qualche ora con me». Un altro salto mentale in un momento di rivoluzione personale. «Quando mi hanno proposto il progetto ho pensato fosse arabo perché è tutto virtuale, invece sto imparando molto e ho scoperto che ci sono tantissimi appassionati».In questi giorni però Marta non si occuperà del Metaverso ma del suo mondo, fatto di neve e competizione. «Stacco un giorno poi riparto con l'allenamento di gigante». Il Mondiale continua e l'Italia da oggi ha una stella in più. --© RIPRODUZIONE RISERVATA