I "Solisti di Pavia" con una star del violino «Amo riscoprire la musica dimenticata»
m. grazia piccalugaLa violinista coreana Bomsori Kim, con un prezioso Guarneri (del Gesù) del Settecento, sarà domani sera sul palco del teatro Fraschini di Pavia, per il secondo appuntamento del ciclo "Solisti d'orchestra". Dopo il concerto con Enrico Dindo, che ha inaugurato la rassegna, la musicista trentatreenne sarà ospite dell'ensemble I Solisti di Pavia. Bomsori, lei è una star nel suo Paese. E anche la musica coreana in genere, in particolare il K-pop, ha ormai una diffusione planetaria. Merito del mercato globale e dei social?«Penso che sia veramente grazie ai social media e alla globalizzazione. La cultura K-pop esiste da più decenni e ora è popolare in tutto il mondo perché le persone possono sperimentare appieno la cultura e i contenuti attraverso le piattaforme di streaming globali. Questo è stato molto utile per la diffusione della cultura coreana, per diventare meglio nota al mondo, non solo per il K-pop, ma anche per film, cibo, musica e molti altri generi».Dichiara spesso il suo amore per la danza e il canto. Sin dal suo primo cd per la Deutsche Grammophon, etichetta che l'ha messa sotto contratto esclusivo, ricorre volentieri al tratto danzante.«Si! Credo che la danza e il canto siano sicuramente inclusi tra i bisogni umani fondamentali. Siamo la creatura che può creare momenti gioiosi cantando e ballando! Ed è per questo che la musica ha una storia così importante. La musica antica può ancora raggiungere e avere un impatto sulle persone del nostro tempo. A volte incoraggio il pubblico a ballare, se ne ha voglia ai miei recital. Penso che sia così naturale e bello vedere come la musica possa evocare tanto entusiamo».Più che fermarsi su un singolo repertorio o compositore lei ama esplorare autori e territori meno noti. «È una cosa fondamentale per me scoprire musica che non è stata suonata di frequente o è stata a lungo nascosta e che, a mio parere, merita più attenzione. Ho provato una gioia estrema quando è successo. Io non scrivo musica, ma riscopro pezzi e compositori che erano nascosti e in ombra».Bomsori, che significato ha nella sua lingua?«"Bom" significa "Primavera" e "Sori" significa "Suono". Quindi insieme significano "Suono di primavera" in puro coreano».Cosa eseguirà domani sera al Fraschini?«Suonerò il Concerto in Re minore di Mendelssohn e l'Introduzione di Saint-Saens e il Rondò Capriccioso. Mendelssohn in re minore è poco suonato. È stato scritto quando il compositore aveva solo 13 anni e tuttavia non lo si direbbe quando ascoltiamo quelle modulazioni molto audaci e drammatiche ma espressive nei passaggi».Userà anche questa volta il violino del 1774 di Giovan Battista Guadagnini? «Ora sto suonando su Guarneri del Gesù 1725 "ex-Moeller" prestato dalla Samsung Cultural Foundation».Quali emozioni le trasmettono questi strumenti antichi?«È così emozionante esplorare uno strumento antico perché la sua storia e le numerose mani di grandi musicisti rendono il violino molto speciale e unico. Mi accorgo che l'enorme potenziale del mio orizzonte musicale si è aperto grazie al violino». --© RIPRODUZIONE RISERVATA