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l'eventoMichela tamburrinoIl presidente della Repubblica Sergio Mattarella si diverte. Sorride, annuisce, sempre scrutato dalla telecamera. E applaude. Il Festival della Canzone di Sanremo apre come non aveva mai aperto, con il Presidente della Repubblica, accompagnato dalla figlia Laura, che prende posto nel palchetto solitamente appannaggio delle radio e si sistema come ha fatto molte volte alla Scala, all'Opera. Ma qui è un'altra cosa, il tempio del pop, delle canzonette, degli ospiti internazionali, delle musiche strong, non aveva mai avuto tanto. Nessuno prima aveva accarezzato una idea di questa portata, nata sull'onda dell'entusiasmo, dopo una telefonata che il Presidente aveva fatto, all'indomani del primo successo festivaliero, ad Amadeus. In quella occasione, dopo aver superato l'impressione di tanto onore, al conduttore e direttore artistico era balenata la voglia di osare un invito mai ipotizzato prima. Sono passati gli anni della pandemia, del dolore, e finalmente nell'era del ritorno e della ricostruzione psicologica, Mattarella ha detto di sì. Una decisione presa tra Quirinale e agente di Amadeus e di Benigni, passata sulla testa della Rai che in questo caso ha solo avuto la funzione di operatore. In prima fila la presidente Soldi e l'ad della Rai Fuortes che si presume abbiano fatto gli onori di casa, sempre che gli organizzatori di tanta presenza l'abbiano consentito. Un lungo applauso e tutti in piedi a scandire l'ingresso del primo cittadino italiano e l'Inno di Mameli, tradotto in sound melodico e intonato da un emozionatissimo Gianni Morandi con la mano sul cuore e un coro raccogliticcio di spettatori che si sente, a memoria tutta non la sa. È un tripudio di allegria e di poesia persino quando Benigni prende in giro Amadeus: «Presidente, lei è al secondo mandato (sguardo interdetto del Presidente), Amadeus è al suo quarto e sta opzionando il quinto. Mi sembra incostituzionale, la sua è una dittatura, sta già preparando la marcia su Sanremo. Si è montato la testa. Bisogna fare qualche cosa per fermarlo». Benigni incanta e Mattarella, si vede, ne è incantato.«Sono emozionato talmente tanto di vedere il mio presidente che quasi non ci credo - insiste l'artista - anzi, vorrei vederla meglio, si metta di profilo, mi faccia vedere le mani, mi serve il binocolone del parente misterioso», prendendo in prestito il tormentone giornaliero di Amadeus e del suo game di access time». E incredibile a dirsi, il presidente Mattarella si capisce che ha ben presente quello show.La poesia arriva quando Benigni parla dell'articolo 21 della Costituzione e il pubblico resta sospeso. Poi si torna al Festival, alla gara, alle battute degli ospiti alle emozioni. Resterà poco il Presidente e non si può chiedere di più. Il consigliere Grasso lo aveva annunciato, in serata sarà di nuovo a Roma. Peccato perché si è perso lo spirito del Festival, quello che Benigni gli ha ricordato: «L'hanno avvertita che il Festival si protrae per tutta la notte? Ma non si preoccupi, ne può vedere un pezzo, alle 3 le permetteranno di andare via». Però, prima di ripartire, non si è fatto mancare il selfie con i conduttori e la Ferragni. Non c'è foto disponibile, per ora, con la gerenza Rai. La Costituzione chiede molto, ma non l'impossibile. --© RIPRODUZIONE RISERVATA