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Maria Fiore / PAVIALavoro sempre meno sicuro. Il rapporto Inail (Ente nazionale assicurazioni infortuni sul lavoro), pubblicato pochi giorni fa, rivela una crescita nel 2022 degli incidenti sul lavoro, più o meno gravi: una tendenza a cui anche la provincia di Pavia non si sottrae. Sul territorio gli infortuni registrati nel 2022 sono stati 5.766, contro i 4.969 dell'anno precedente. Quasi 16 al giorno. Di questi, otto sono stati mortali. Un aumento del 16,03 per cento, che si spiega solo in parte con la crescita delle denunce da Covid (in alcuni casi il contagio sul posto di lavoro è riconosciuto appunto come infortunio). L'aumento, infatti, si verifica soprattutto nei settori tradizionali: l'edilizia e le logistiche.«L'incremento più consistente di infortuni si è verificato nei cantieri - conferma Cristina Gremita, responsabile del settore prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Ats -. Questa crescita si spiega con il bonus 110 per le ristrutturazioni, una procedura che ha visto nell'anno passato un fiorire di imprese, in alcuni casi molto improvvisate e non attrezzate in maniera adeguata sul fronte della sicurezza, che è stata quindi sacrificata. Dai nostri controlli sono emerse molte situazioni al limite, nei cantieri abbiamo trovato perfino lavoratori in pensione. O ancora, ponteggi messi insieme in modo grossolano quando le attrezzature scarseggiavano». i controlli nel settoreUna situazione che in parte era stata prevista all'avvio delle tante pratiche, anche in provincia di Pavia, per il bonus 110. «Ats si è mossa subito attivando una campagna informativa sui committenti dei lavori - spiega Gremita -. L'altro fronte che abbiamo attivato è stato quello dei controlli e delle sanzioni». Su quasi mille imprese del settore controllate, 62 sono risultate irregolari e sono state sospese. Violazioni delle norme sulla sicurezza sono state trovate anche nel 50% delle aziende metalmeccaniche della provincia di Pavia ispezionate.«L'altro settore dove gli infortuni sono aumentati è quello delle logistiche - aggiunge Cristina Gremita -, un ambito in crescita sul territorio e che ha una sua particolare complessità, anche sul fronte dei controlli, per la presenza di cooperative che cambiano spesso». il rapporto I dati dell'Inail mostrano un aumento anche a livello nazionale. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate nel 2022 sono state 697.773 (+25,7% rispetto al 2021), 1.090 delle quali con esito mortale (-10,7%). Un aumento del l'11,9% di questi incidenti si è registrato in itinere, cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il posto di lavoro.Per quanto riguarda invece gli ambiti, gli incrementi si registrano in quasi tutti i settori, in particolare nella sanità e assistenza sociale (+113,1%), nel trasporto e magazzinaggio (+79,3%), nelle attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+55,2%) e nell'amministrazione pubblica, che comprende le attività degli organismi preposti alla sanità e gli amministratori regionali, provinciali e comunali (+54,8%). gli l incidenti mortaliIl settore dell'edilizia si conferma tra quelli più a rischio anche scorrendo l'elenco degli incidenti mortali. Otto quelli registrati in provincia nell'anno appena trascorso: un numero drammatico ma inferiore a quello del 2021, quando i morti sul lavoro, in particolare nei cantieri edili, erano stati 15. Cinque, invece, quelli del 2020. Nell'anno del Covid, tuttavia, è rimasto elevato il numero degli infortuni complessivi: 5.652 rispetto ai 4.969 del 2021. Nel 2022 gli infortuni sono tornati ad aumentare. Una tendenza, secondo i sindacati, che si spiegherebbe con la ripresa produttiva ma anche con l'aumento della precarietà sui luoghi di lavoro. Gli infortuni, secondo questa lettura, avvengono in aziende di piccole dimensioni, e soprattutto in aziende che sono in appalto o in subappalto. --