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PaviaUn appello all'impegno civile degli scienziati, chiamati a dialogare con politica e media per le sfide future del settore agricolo e contro ideologie e pseudoscienza. Questo il messaggio emerso dalla lectio magistralis che la senatrice a vita Elena Cattaneo ha tenuto inaugurando il 162esimo anno accademico della Società agraria di Lombardia, presieduta dall'agronomo di Confienza Flavio Barozzi. Alla facoltà di Scienze agrarie di Milano Barozzi ha ripercorso il lavoro della Società agraria improntato "al progresso dell'agricoltura e delle Scienze a essa attinenti", come da primo statuto approvato da re Vittorio Emanuele II il 25 gennaio 1863, e ne ha ricordato l'impegno a "studiare i problemi generali di politica agraria della Nazione, mantenendosi estranea a ogni competizione di parte". A sua volta, Elena Cattaneo ha rimarcato come, nonostante le evidenze scientifiche disponibili, chi oggi in Italia fa agricoltura con serietà e professionalità non possa utilizzare determinate tecnologie che da decenni sono a disposizione per gli agricoltori di altri Paesi. «Al tempo stesso - ha detto Cattaneo - gli agricoltori professionali vengono dipinti come avvelenatori sociali per l'uso di agrofarmaci, senza considerare che sono indispensabili per proteggere piante e animali da parassiti e patogeni, in perfetta analogia con quanto fanno i medici per proteggere gli esseri umani dalle malattie». In particolare, la senatrice si è soffermata sul tema chiave della chemofobia, il rifiuto pregiudiziale dei fitofarmaci basato sulla confusione tra i concetti di pericolo e di rischio che da secoli la comunità scientifica ritiene distinti. --U.D.A.