I parroci che uniscono le forze da Pavia Ovest a Città Giardino

il casopavia«Basta che siate giovani perché io vi ami assai», diceva don Bosco in quella che viene ritenuta la prima parte del suo manifesto. E ora che si spegne per sempre l'impronta oratoriana dei Salesiani a Pavia qual è la mappa degli oratori cittadini che ancora resistono alla diminuzione del clero, ma anche alle difficoltà di gestione con uscite che costantemente superano le entrate? Molti sacerdoti lungimiranti di parrocchie geograficamente vicine hanno scelto di unire le forze e di collaborare, anche con l'aiuto dei laici. Un esempio forte in tal senso viene dalle parrocchie di Santa Maria di Caravaggio, San Mauro e San Lanfranco: i parroci don Carluccio Rossetti, don Franco Tassone e don Dante Lampugnani operano in sinergia, con il giovane don Alberto Manelli che segue le attività oratoriane insieme ora a don Daniele Sacchi. Analogamente accade agli oratori del Carmine, San Primo e San Michele, con don Daniele Baldi, don Davide Rustioni e don Giulio Lunati. Clima collaborativo anche per gli oratori di Sacra Famiglia e Crocifisso, con il giovane don Riccardo Cambisio incaricato delle attività per ragazzi in entrambe le parrocchie gestite da don Vincenzo Migliavacca e don Paolo Pelosi. Molto attivo in periferia l'oratorio di San Pietro Apostolo, che ora è in sinergia con quello di San Carlo Montebolone: stesso parroco, don Rosario Chirico, e già dai tempi del predecessore don Gabriele Pelosi la scelta di affidarsi a una responsabile laica d'oratorio, Stefania Capoferri. Tra gli oratori che procedono (bene) da soli quello dello Spirito Santo, con don Stefano Penna, quello di S. Alessandro con don Roberto Romani e don Umberto Rusconi, quello orionino di don Giuseppe Volponi e col prezioso aiuto del chierico Cornel Buzatu e quello di Mirabello, con don Enrico Rastelli. Ultima menzione per l'oratorio del Borgo, che don Fabio Curti ha ristrutturato in maniera imponente e che ora sta provando a decollare come ai vecchi tempi. --Daniela Scherrer