La siccità spaventa i coltivatori calano ancora i campi per il riso
MORTARaLe risaie italiane nel 2023 caleranno di 7.600 ettari, dopo la riduzione di circa 8.500 ettari fra il 2021 e il 2022: ora la superficie stimata si attesta intorno ai 210mila ettari. E per molti questo è l'inizio di un graduale processo di peggioramento per il principale cereale di Lomellina e Pavese, primi in Europa con una media di 80mila ettari. Gli industriali risieri osservano con attenzione sperando che i risicoltori cambino idea già a breve. Come ogni anno, l'Ente nazionale risi ha diffuso il risultato del sondaggio semine al 31 gennaio fra i produttori di tutta Italia: 754, pari al 20% della superficie totale del 2022, quelli che hanno fornito una risposta.I timori dell'ente risiLo stesso Ente risi ha commentato così: «Considerata la situazione di incertezza segnalataci da molti risicoltori e determinata dalla questione idrica, abbiamo deciso di prorogare l'adesione al sondaggio al 28 febbraio. A inizio marzo ci sarà un aggiornamento». Nello specifico del sondaggio, si registrano un crollo dei tondi come Selenio e Centauro, e un incremento dei lungo A come Carnaroli (da 20.500 a 24.250 ettari) e Arborio (da 18mila a 20.100 ettari), e dei medi come Padano e Lido. Non si devono poi dimenticare le elevate quotazioni dei risi da risotto nel mese di gennaio: a Mortara un quintale di Carnaroli è arrivato a 120 euro al quintale. «Siamo di fronte a un chiaro effetto negativo dell'annata scorsa - spiega Antonio Strada, presidente della sezione Riso di Confagricoltura Lombardia e risicoltore a Scaldasole - I risicoltori temono che nemmeno quest'anno ci sia acqua per irrigare e quindi deviano su altre colture: io, per esempio, ho destinato a orzo 20 ettari della superficie aziendale, pari al 10%. E credo che in primavera in molti trasformeranno le risaie in campi a soia». Pessimismo anche per Luigi Bianchi, vice presidente di Confagricoltura Pavia e risicoltore ad Albuzzano. «Il nuovo Piano di sviluppo rurale incentiva le misure a favore del riso - dice - ma i produttori devono decidere a breve che cosa seminare. Molti hanno già preferito cereali vernini come orzo e frumento, sottraendo ettari alle future risaie, e altri pensano alla soia, che resiste meglio del riso a un'eventuale stagione siccitosa».-- Umberto De Agostino