Nelle altre società assolte l'anomalia di un "sistema"

il retroscenaTORINONove squadre a processo per un "sistema" e una sola condannata. Le motivazioni della sentenza sul caso plusvalenze provano a spiegare perché alla fine abbia pagato la Juventus per tutti e così si scopre che per la Corte d'appello federale «non sussistono evidenze dimostrative specifiche» per punire anche Sampdoria, Empoli, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e Novara. Un'anomalia nonostante dalle carte emergano gli affari intrecciati, ma per i giudici «non appare possibile sostenere che vi sia stata (come sostenuto nel deferimento) una sistematica alterazione di più bilanci» perché «le intercettazioni, i manoscritti (incluso il "Libro Nero di FP"), la documentazione acquisita dalla Procura di Torino non coinvolgono direttamente tali società» e «non può esservi alcuna sistematicità da contestare in una singola operazione». Dunque paga la Juve perché "pesano" le indagini torinesi e il fatto che una società quotata in Borsa deve rispondere «dei principi contabili internazionali indicati dalla Consob, che non trovano invece applicazione (nei medesimi termini) per le società italiane non quotate». Riguardo alla Sampdoria di Massimo Ferrero e all'affare con la Juve che ha coinvolto il portiere Audero più i giovani Peeters e Mulé, la Corte evidenzia come sia «certamente sospetta». Manca, però, «certezza di illiceità» e soprattutto la «sistematica alterazione dei bilanci». Per Parma, Novara e Pescara «una condanna per il mero "contatto" con la Juventus - spiegano i giudici sulla triangolazione dei giocatori Lanini-Minelli, Masciangelo-Brunori e Lamanna-Barbieri - risulterebbe ingiustificata in assenza di prove oggettive della violazione. (...) Il sospetto che eventualmente può inferirsi con riguardo alle suddette società non è sufficiente a determinare una condanna». Infine, poco o nulla è provato per Pro Vercelli, Genoa, Pisa ed Empoli: «Società sostanzialmente non presenti nelle intercettazioni della Juve, fatta sola eccezione per un cenno operato nei confronti del Genoa, ma senza la partecipazione diretta di alcun responsabile di tale società e in forma oggettivamente generica».Nel vecchio procedimento c'erano anche Napoli e Chievo, assolti lo scorso 27 maggio come tutti i dirigenti coinvolti, ma queste due società non erano presenti nella riapertura del processo sportivo davanti alla Caf. L'inchiesta Prisma dei pm torinesi non tocca i due club, mentre la Procura di Napoli da tempo sta indagando sull'acquisto di Osimhen dal Lilla con un possibile falso in bilancio per plusvalenze fittizie e nei giorni scorsi ha chiesto una proroga di altri sei mesi. --G.ODD.© RIPRODUZIONE RISERVATA