Naso fratturato dopo una caduta in cella Peggiorano le condizioni di Cospito
Il casoSerena Riformato / RomaDa quasi cento giorni Alfredo Cospito è in sciopero della fame contro il 41bis al quale è sottoposto nel carcere di Bancali a Sassari, e il corpo comincia a cedere. Nella notte fra mercoledì e giovedì, il detenuto è caduto nella doccia a causa di un crollo di pressione, procurandosi una frattura scomposta alla base del naso. «È stato curato nella clinica di otorinolaringoiatria, ma ha perso molto sangue, le piastrine sono basse, anche un piccolo taglio può provocare una forte emorragia, è debole», ha spiegato Angelica Milia, medico di fiducia dell'anarchico, dopo averlo visitato. Dal 19 ottobre 2022 il militante rifiuta il cibo. Ha perso 42 chili, ora ne pesa 76 per un metro e novanta di altezza. Secondo il suo legale, l'avvocato Flavio Rossi Albertini, Cospito fa ormai fatica a camminare, la debolezza muscolare lo costringe a usare la sedia a rotelle nelle uniche due ore d'aria concesse nella sezione di massima sicurezza del carcere duro. «Per questo è molto avvilito», ha commentato il difensore.E poi c'è il freddo, il freddo di un organismo che, privato del nutrimento necessario, ora non riesce più a produrre calore: «Ha difficoltà ad avere una normale termoregolazione corporea - ha precisato la dottoressa Milia - indossa tre pantaloni e quattro maglioni per cercare di riscaldarsi». Sia l'avvocato che il medico di parte di Cospito ribadiscono l'appello: «È chiaro che non possa continuare a rimanere in questo carcere, deve essere trasferito in una struttura che sia in grado di garantirgli l'assistenza sanitaria adeguata». Così non è il penitenziario Bancali di Sassari, in cui c'è solo un semplice ambulatorio interno. «Ci sono vari fattori che stanno andando a picco facendo procedere velocemente la situazione - l'allarme della dottoressa Milia - gli eventi possono degenerare da un momento all'altro, sta prendendo poco e niente integratori, non vuole collaborare a un miglioramento del suo stato di salute». Cospito sconta due condanne già da dieci anni. La prima per aver gambizzato il dirigente dell'Ansaldo Roberto Adinolfi. La seconda per aver piazzato, nel 2006, due ordigni esplosi nei pressi di una caserma dei carabinieri a Fossano, in provincia di Cuneo. L'attentato, in cui non ci furono né morti né feriti, è stato considerato dai giudici come «strage politica». Il militante si trova al 41bis da maggio 2022 per aver inviato dal carcere ad alcuni siti anarchici articoli in cui, secondo il Tribunale di sorveglianza di Roma, continuava «a riproporre con forza le tematiche rivoluzionarie, fomentando i soggetti più predisposti alle azioni violente alla commissione di attentati». Contro il regime speciale il legale di Cospito ha presentato ricorso in Cassazione, ma l'udienza - nonostante le condizioni in evidente peggioramento del detenuto - è stata fissata fra tre mesi, il 20 aprile. «Il 20 aprile Alfredo sarà morto», è stato il commento della dottoressa Alessandra Milia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA