«La caduta di Sofia? Lei è così Shiffrin la migliore di sempre»

l'intervistaDaniela CottoINVIATA A CORTINASolare, sorridente e ricercatissima, Deborah Compagnoni, 52 anni, l'unica italiana ad aver vinto tre ori olimpici in tre edizioni differenti dei Giochi, risponde alle domande sulle sue eredi. Con commenti sempre garbati, chirurgici, precisi. «Il mio primato? Speriamo che prima o poi mi superi qualcuno, i record sono fatti per essere battuti». Divisa tra la nuova vita lavorativa - sta lanciando una nuova linea sportiva a suo nome - e la passione per lo sci alpinismo, si racconta ai piedi dell'Olympia. I successi centrati nello sci qui a Cortina hanno sempre un sapore speciale e lei lo sa bene. Cosa ricorda? «Era il 1997 in gigante. Mi sono detta "devi vincere almeno una volta" e ce l'ho fatta. Qui, adesso, la difficoltà maggiore è legata alla velocità». Peccato per la caduta in discesa della Goggia. «Sì, davvero. Da lei ci aspettiamo sempre il massimo, viaggia al limite. L'importante è che non si sia fatta male, e comunque Sofia c'è sempre. Anche dopo periodi di pausa rientra e vince, perciò non bisogna preoccuparsi». Le viene il batticuore quando scende? «Abbastanza. Quando fa un piccolo errore lei percepisce di aver perso di più e così rischia. Quando sbaglia le scatta il fatto di dover recuperare a tutti i costi. È fatta così». Ha mai provato a dirglielo? «No, non è facile. Gli atleti a questi livelli sanno benissimo come gestirsi. Poi questo è il suo modo di gareggiare. Se non fosse così non vincerebbe così tanto». L'ha colpita Vonn che ha affrontato per sfida la discesa sulla Streif in notturna? «Sì, pensavo che quello di Kitzbuehel fosse un fotomontaggio. Lei è coraggiosa, un fenomeno. Anche perché ha smesso con l'agonismo da quattro anni. Questo vuol dire che si mantiene fisicamente. Io anche nel momento di grande forma non sarei riuscita ad andare giù su quella pista. Sono atlete di un'altra dimensione». Ci sono tre italiane in testa alle classifiche di specialità, Goggia in discesa, Brignone in superG e Bassino in gigante. La sua opinione sullo squadrone rosa? «Intanto, devo fare i complimenti a tutte. So quanto impegno e quanta fatica ci sia dietro ai risultati. Fanno onore alle donne. Ma in generale fanno bene allo sci e allo sport, questo è ancora un ambiente sano e vero. Loro non imbrogliano di sicuro per arrivare così in alto». Secondo lei Mikaela Shiffrin è la migliore di sempre? «Sì. Mi piace tantissimo. Sia per il suo modo di sciare, sia per la sua gestione tecnica e tattica della stagione. Salta qualche gara, come fa anche Federica Brignone. È la strada giusta, perché gli appuntamenti sono aumentati rispetto agli anni in cui gareggiavo io. E disputare tutte le gare non è facile». Ci racconta della sua ultima passione sportiva, lo sci alpinismo? «È un modo di stare in montagna e di scendere da pendii che raggiungi con le tue forze. È un mondo parallelo a quello dello sci alpino classico, più di massa. Lì invece sei in solitaria e c'è questa relazione molto speciale con la neve e con la natura». Qual è il messaggio che lei, ambasciatrice dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, vuole lanciare? «Dobbiamo proteggere la Terra. In queste Olimpiadi ci sono i temi a cui sono sensibile, con una bella formula che descrive l'ambizione di queste evento: sono le Olimpiadi che si adattano ai territori e non i territori che si adattano alle Olimpiadi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA