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vogheraQuando ha iniziato a diffondersi la cucina cinese a Milano, nella provincia di Pavia ancora non se ne vedeva l'ombra. Quindi si prendeva il treno che portava alla stazione Centrale, e da qui si raggiungevano le piccole trattorie tutte lanterne e dragoni nei dintorni sino a spingersi nella Chinatown di Sarpi, a pochi passi dal Monumentale cimitero.A Voghera, città che ha sempre raccolto le influenze etniche prima di ogni altra, nel 1994 apre La Muraglia, in via Emilia 183. Tutti i dettagli di questo ristorante (e i gingilli, gli orpelli ridondanti della location) sono rimasti gli stessi. La tradizione, soprattutto in cucina, regna sovrana tra le quattro mura della simpatica proprietaria Hua.Questo, per lungo tempo, è rimasto l'unico vero punto di riferimento in provincia. Successivamente, qualche anno dopo, anche Pavia ha visto diverse aperture di ristoranti cinesi, soprattutto in centro e in zona San Pietro, ma anche al Ticinello. A La Muraglia di Voghera si fa cucina regionale, senza nessuna influenza pseudo giapponese o formule all you can eat. Al massimo si ordina al telefono e si fa asporto alla vecchia maniera, o si richiede la consegna a domicilio. Cosa si ordina? Il menù è interminabile: pesce fresco, zuppe, gamberoni, involtini primavera, l'anatra Singapore e i piatti che ci si aspetta da un menù cinese classico. Compresa l'anatra alla pechinese, il maiale in agrodolce, e il pollo al limone o al curry, con qualche suggestione romantica che solo per il nome potremmo provare come la "zuppa del lago dell'ovest" Tra i dessert, ormai introvabile se non qui, la coppa di gelato con i gusti cinesi: the verde, grappa di rose e riso. (Prezzo medio a persona per quattro portate 35 euro). --el.la.