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il casoIl Parlamento è riuscito a eleggere l'ultimo dei dieci componenti laici del Consiglio superiore della magistratura, il professore Felice Giuffrè. Come da programma, si direbbe. Eppure, in una Montecitorio piuttosto rilassata, a metà pomeriggio iniziano a serpeggiare voci che agitano le file della maggioranza: due delle tre donne elette da Fratelli d'Italia rischiano di non avere i requisiti per sedere nell'organo che regola le questioni interne della magistratura. Il dubbio circola anche all'interno del Csm. Così, su indicazione del fedelissimo di Meloni, Giovanni Donzelli, negli uffici di FdI tornano improvvisamente sotto la lente i curriculum di Daniela Bianchini, Rosanna Natoli e Isabella Bertolini. L'unico requisito richiesto ai membri laici è di avere almeno 15 anni di esercizio della professione di avvocato o di professore ordinario di diritto. Tutte e tre sono iscritte all'ordine degli avvocati da più di 15 anni (Bianchini dal 2006, Natoli dal 2004 e Bertolini dal 1991). Fonti del Csm fanno capire però che i 15 anni, anche se non necessariamente continuativi, devono essere «effettivi». In altre parole, deve essere dimostrato l'esercizio reale della professione, non è sufficiente essere iscritti all'ordine. E su questo ultimo punto, visti gli impegni politici soprattutto di Bartolini e Natoli, si sono sollevate le prime perplessità. A loro si potrebbe aggiungere il nome di Roberto Romboli, portato dal Pd, perché professore ordinario da più di 15 anni, ma già in pensione. C'è un precedente, però: proprio al Csm, nel 2010, venne eletto l'ex presidente della Corte Costituzionale Annibale Marini, anche lui professore ordinario in pensione. Prevarrebbe quindi la tesi secondo cui i 15 anni di cattedra possono anche essersi conclusi da tempo. A valutare questi profili sarà comunque lo stesso Csm, con una commissione di tre membri (due togati e un laico). Possibilmente, prima che l'organo si riunisca in plenaria, il 24, per eleggere il suo vicepresidente. Il tempo potrebbe essere poco se si vogliono soddisfare le aspettative del Quirinale, che vorrebbe un Csm pienamente operativo alla solenne cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, prevista il 26 gennaio in corte di Cassazione.Ma sospetti e veleni sono la cartina di tornasole della battaglia in vista per la vicepresidenza. -- FRa. Gri.© RIPRODUZIONE RISERVATA