Inchiesta ambulanze, i vertici della First Aid tornano in libertà

PAVIATornano tutti in libertà gli ex vertici della cooperativa di trasporti sanitari First Aid. Nell'udienza preliminare che si è svolta ieri mattina il giudice Fabio Lambertucci ha accolto la richiesta degli avvocati dei fratelli Calderone, amministratori della cooperativa accusati di turbativa d'asta, frode nelle pubbliche forniture e caporalato. La revoca dei domiciliari non ferma il procedimento penale: il giudice deve decidere sulla richesta di processo avanzata dal pubblico ministero Roberto Valli per dieci persone, tra cui l'ex direttore generale di Asst, Michele Brait, che deve rispondere di turbativa d'asta e per il quale i difensori Marco Casali e Luca Angeleri hanno chiesto il proscioglimento. Insieme a Brait rischiano il processo anche il funzionario di Asst Davide Rigozzi (avvocato Lorenzo Bertacco), responsabile del procedimento della gara da 2,3 milioni di euro per il servizio trasporti sanitari, assegnata, nel 2016 dall'azienda socio sanitaria di Pavia alla First Aid. Ad entrambi è contestata l'accusa di turbativa d'asta per avere accolto una offerta, da parte della First Aid, secondo l'accusa antieconomica. L'inchiesta della procura di Pavia era partita da un esposto della Croce Rossa, che segnalava come la cooperativa avesse presentato un'offerta così bassa da impedire la partecipazione a tutte le altre associazioni. Chiesto il processo anche per i fratelli messinesi Francesco, Antonio e Concetta Calderone, considerati amministratori di fatto della società (per la procura avrebbero partecipato agli appalti nonostante alcune condanne penali), per il rappresentante legale della cooperativa all'epoca dei fatti contestati, Francesco Di Dio (che ha chiesto di patteggiare), per Salvatore Pepe, di Messina, rappresentante di First Aid, per Luca Ferraiuolo, responsabile della centrale operativa e di gestione del personale della cooperativa, Luigia Milano (moglie di Francesco Calderone), rappresentante First Aid, e il fratello Angelo Milano (che deve rispondere di ricettazione in relazione al possesso di alcune apparecchiature mediche risultate provento di furto) e Luciano Saccomando, consigliere del Cda della First Aid. La cooperativa ha gestito il servizio in provincia di Pavia dal 2016 al 2020. Da ottobre del 2021 la coop, che conta 500 dipendenti e rischia di finire confiscata, è nelle mani di un amministratore giudiziario, il commercialista Stefano Gorgoni. La prossia udienza è prevista per il 27 gennaio. --m. fio.