Negozi, giù la periferia In centro aperture frenate dagli affitti
Fabrizio Guerrini / VogheraLa città che vende cambia volto: lo spartiacque è stato il Covid. Lo mostrano i dati. Il 2023 del commercio è iniziato, intanto, con le serrande abbassate di un fiorista e di un centro di telefonia in piazza Duomo dove però potrebbe arrivare un ristorante argentino: il commercio vogherese è dinamico in centro, ma deve fare i conti con il caro affitti. Frena, invece, storicamente nelle aree periferiche.Effetto socialNel 2019, alla vigilia della tempesta pandemica, l'anno nero delle botteghe: su 16 attività aperte di non alimentari, ne avevano chiuso ben 54. Gli alimentari facevano registrare un timido più 2 (da 7 a 9). Nei due anni successivi, quelli del "durante" il Covid, andamento stazionario (14 aperture di alimentari e 12 chiusure; 31 aperture contro 29 chiusure di non alimentari. Lo scorso anno, tendenze in negativo: 4 aperture e 6 chiusure per gli alimentari, 21 aperture e 30 chiusure nei non alimentari. C'è, però un nuovo che avanza ed è quello di chi apre, su spazi "virtuali", attività legate a catene di vendita on line. Undici negozi web, nel 2020, 14 nel 2021, altri 17 nel 2022. La pandemia ha spinto il commercio senza passeggio, producendo un altro effetto. «Mai come in questi mesi - osserva l'assessore al commercio Maria Cristina Malvicini - i nostri negozianti stanno promozionando i loro prodotti sui canali social. Poi, comunque, si passa in negozio». Forse si può spiegare così il boom dei saldi vogheresi (secondo Ascom provinciale la realtà con i dati migliori). E il commercio locale torna ad aver voglia di un suo storico "brend", quello della moda. L'effetto della mostra in teatro con i capi storici di Valentino ha tracciato un percorso. «Durante l'esposizione nei negozi d'abbigliamento abbiamo proposto capi sartoriali. Un successo» dice Cristina Palonta, presidente Ascom. Città della moda "abbordabile": il Comune ci punta pensando al teatro riaperto e a un'area eventi nell'ex caserma. «Con Ascom e le associazioni stiamo lavorando a un calendario di iniziative - dice l'assessora- Ci sarà un Fuori Sensia scoppiettante per il commercio e non escludiamo anche sfilate di moda». Tutto bene? Qualche ombra c'è. Lontano dalla "vasca" dello shopping non c'è attrattiva e in centro un dazio da pagare.Canoni salati«Aprire un negozio in centro è un salasso per gli affitti - commenta la presidente Ascom - Una mia conoscente voleva affittare un negozietto, le hanno chiesto mille euro al mese. Ha rinunciato». E non sarebbe la sola. Gli annunci immobiliari confermano il trend: per 70 metri quadrati in via Emilia servono 1.200 euro al mese; in piazza Duomo 1.300 euro per 150metri. Se ci si sposta in via Marx prezzi dimezzati. Ascom e Comune discuteranno anche di questo, pensando soprattutto a portare clienti in giro. --