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CASTEGGIOUna raccolta di racconti, curata da Heiko H. Caimi e dalla scrittrice oltrepadana Viviana Gabrini, che tocca temi come l'emarginazione, la povertà, l'omofobia, la follia.Si intitola "Ci sedemmo dalla parte del torto" l'antologia, ordinabile in tutte le librerie, che racchiude 46 autori differenti, tra cui anche la vogherese Giuditta Manganoni. Il libro ha un forte legame con il territorio. L'idea nasce infatti da un oscuro fatto di cronaca che si consuma a Casteggio, nel lontano 1943, quando una camicia nera uccide per gioco un bimbo rom di dieci anni. Una storia agghiacciante, di cui si è quasi del tutto persa memoria, e che a Viviana Gabrini è stata raccontata dal padre. A ricordarla c'è la tomba del piccolo Mustafa, nel cimitero del paese: "i genitori dolenti posero", si legge sulla lapide. Una morte assurda. Un bimbo usato come bersaglio e un colpo sparato al grido: «Bisognerebbe ammazzarli tutti!». Viviana aveva già pubblicato un racconto sul blog letterario Sdiario, curato da Barbara Garlaschelli. Ma non le bastava. Voleva fissarlo su carta. Voleva che in tanti conoscessero Mustafa e la sua storia: un gesto piccolo, che non lo restituirà al mondo, ma l'idea che sprofondasse completamente nell'oblio non le dava pace. E così ha pensato di creare un'antologia di autori diversi, chiamati a raccontare gli ultimi in tutte le loro sfaccettature. Le è venuto istintivo pensare al titolo di brechtiana memoria "Ci sedemmo dalla parte del torto". «Un omaggio, perché il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht è eterno e pochi come lui hanno saputo dar voce a chi voce non ce l'ha» dice Gabrini.Ed è qui che entrano in gioco Prospero Editore, e il curatore Heiko H. Caimi. Ambedue accolgono con favore la proposta, e nasce la collaborazione che porterà alla realizzazione dell'antologia.Come nei due lavori precedenti (Oltre il confine. Storie di migrazione, 2019, e Anch'io. Storie di donne al limite, 2021), agli autori invitati a partecipare è stata prospettata la possibilità di scrivere con tagli e punti di vista differenti, collocazioni geografiche e temporali eterogenee, con l'intento di esplorare l'argomento nell'ottica più ampia possibile. In "Ci sedemmo dalla parte del torto" si trovano dunque racconti ambientati nel presente, nel passato e nel futuro, prevalentemente in Italia ma anche oltre i confini del nostro Paese, di taglio realistico o più nettamente fantastico.«Il risultato - continuano i coordinatori - è andato oltre le aspettative: gli autori hanno scelto autonomamente l'argomento, dividendosi spontaneamente nei vari filoni. Così abbiamo racconti che parlano di follia, di disabilità, di razzismo, di povertà, di omosessualità e di tanto altro: tutte le sfumature dell'essere o del diventare "ultimi". L'antologia è dedicata allo scrittore Valerio Evangelisti, scomparso di recente e presente con un racconto dal titolo Rachid.a. q.