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L'intervistaRoberto LodigianiCapodanno tra bilanci e sguardi al futuro prossimo per Roberto Del Bo, dal 2013 alla guida del calcio provinciale (il mandato a chiudere il decennale scadrà il 30 giugno). «E' stata una prima metà stagione positiva - sottolinea il numero uno della Figc locale - Finalmente due nostre squadre, la Vogherese e il Pavia, stanno recitando un ruolo da assolute protagoniste del campionato di Eccellenza e si candidano in modo autorevole alla promozione in serie D. Questo ci rende orgogliosi e i risultati acquisiti sul campo non possono che fare bene al movimento calcistico nel suo complesso, il bel cammino di queste due realtà svolge una funzione di traino. Pavia e la sua provincia non possono non essere presenti in una dimensione come la D, direi che è il "minimo sindacale" da cui partire per ambire poi a traguardi ancora più elevati e prestigiosi. Ci manchiamo da alcuni anni, mi pare sia venuto il momento di tornarci. Facendo, ovviamente, tutti gli scongiuri del caso».Una metà stagione fortunatamente priva degli episodi di violenza che purtroppo si sono registrati nel 2021-22.«Sì, anche questo è un dato positivo. Ma non si deve abbassare la guardia».Le criticità?«Quella principale è sempre legata a una situazione economica complessiva non florida ormai da alcuni anni. Già nel 2019 registravamo diverse sofferenze, poi è arrivato il Covid a peggiorare lo scenario. Ora dobbiamo fare i conti con la minaccia del caro-bollette che rischia davvero di inguaiare diverse società, soprattutto quelle più piccole con risorse ridotte».Le contromisure?«Il comitato regionale lombardo della Lega dilettanti le sta valutando. Non si tratta solo di sollecitare dei ristori, cioè degli aiuti di tipo economico, ma anche di favorire soluzioni, come ad esempio l'adozione dei pannelli solari, che possono contribuire alla riduzione dei costi per l'energia. Il presidente Tavecchio e i consiglieri ci stanno lavorando».Rispetto a un decennio fa, quando venne designato per la prima volta al vertice del calcio provinciale, come sono cambiate le cose? «I cambiamenti sono stati numerosi, non sempre, purtroppo, in meglio. Le società hanno dovuto affrontare una serie crescente di problemi, a cominciare dalla fuga degli sponsor che soprattutto negli ultimi anni ha impoverito il nostro calcio. Il superamento dell'emergenza Covid e il conseguente ritorno del pubblico negli impianti non è sufficiente a compensare le perdite. Servirà altro». --© RIPRODUZIONE RISERVATA