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VIGEVANO«Recuperiamo il vero senso del Natale, non quello commerciale in cui siamo immersi»: è partita da qui la riflessione del vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, durante l'omelia della messa di Natale in Duomo. «Il Natale è diventata una celebrazione di altra natura rispetto a quella religiosa, come una nuvola di serenità in una tempesta generalizzata - ha detto il vescovo di Vigevano -. Ci si scambiano doni, come a dire che per un giorno l'umanità decide di farsi dei regali invece di dedicarsi al commercio. Tutto questo però non ci tocca più il cuore, non ci cambia la vita». L'omelia di Natale si è poi incentrata sulla figura di Gesù. «San Luca descrive la nascita di Gesù come una grande liturgia, perché sapeva che Gesù avrebbe dato all'umanità la possibilità di rendere ogni giorno della vita un giorno di restituzione a Dio e agli altri del senso della vita - ha detto monsignor Gervasoni -. Gesù ci indica qual è la vita buona, quella per cui vale la pena vivere. Quel bambino non è in grado di dire una parola, ma è descritto già come il salvatore del mondo, perché è chiamato a fare la volontà del Padre. Il Natale non è una parentesi di bontà in giorni cupi, il Natale è la cifra di ogni giorno, perché è la cifra di quel bambino che farà ogni giorno della sua vita la volontà di Dio. Il Natale non è il sorriso per un regalo dato o ricevuto, è un impegno sapiente per un amore più grande. Dobbiamo uscire da questa chiesa rinnovati nel cuore, convinti che la nostra fede cambia il mondo davvero, come è successo per questo bambino. Noi cristiani dobbiamo testimoniare con le verità, con il perdono e con la carità il messaggio di Gesù». --