A rischio le modifiche al Pgt Consiglio comunale fermo
VIGEVANO Lo stallo della politica cittadina rischia di congelare decisioni attese da tempo, come le modifiche al Piano di governo del territorio. La battaglia tra maggioranza e minoranza ha abbandonato gli abiti della «congiura» (per usare la definizione del sindaco Andrea Ceffa) e si sta spostando sul piano amministrativo.Dopo l'uscita dalla maggioranza di tre consiglieri, Ceffa ha, in teoria, ancora 13 consiglieri dalla sua parte contro i 12 delle opposizioni, mentre i lavori delle commissioni sono in totale stallo, visto che, una volta rinnovate le composizioni e rinominati i presidenti, ci si ritroverà con 12 consiglieri di maggioranza e altrettanti di opposizione.Ovvio, quindi, che una parte spinga per riunire il consiglio comunale e l'altra se ne guardi bene. I temi "congelati"Prima del 30 novembre, giorno del blitz (fallito) delle 13 dimissioni, Ceffa aveva detto più volte che prima di Natale sarebbero arrivate in aula le linee guida per la stesura del nuovo Pgt. Un documento spedito alle categorie produttive, ma a quanto pare non condiviso. La convocazione del consiglio comunale spetta al presidente Claudio Vese. «Stiamo aspettando che arrivino i documenti da portare in discussione», si limita a dire l'esponente leghista. Che però "fatica" a trovare un giorno in cui tutti i consiglieri di maggioranza siano presenti, almeno sino a dopo l'Epifania. Ma c'è un altro modo per arrivare a una convocazione: lo statuto comunale (articolo 7 comma 6) dice che «il presidente del consiglio comunale provvede, altresì, alla convocazione del consiglio su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri comunali assegnati»: basta quindi una richiesta firmata da 5 esponenti della minoranza per far iniziare il periodo (minimo di 7 giorni) entro cui arrivare alla seduta. Gli animi potrebbero presto incendiarsi: «I lavori del consiglio sono bloccati dal 29 novembre - spiega il consigliere Pd Alessio Bertucci -. So che la maggioranza non esiste più, e quindi Ceffa è in grossa difficoltà, però non si può far ricadere sui vigevanesi le conseguenze della crisi del centrodestra. Se non arriverà la convocazione a breve, saremo costretti a richiederla noi dell'opposizione». E gli argomenti di discussione principali sono due: la revisione del Pgt e il dibattito sulla partecipazione in Asm Energia, visto che stanno maturando i tempi entro cui dare una risposta, secondo i patti sindacali, all'offerta di acquisto di A2a. Vigevano però non è Pavia, dove i consigli comunali sono molto più numerosi: basti pensare che per avere una seduta valida nella città ducale basta la presenza di otto consiglieri, e quindi la minoranza potrebbe sentirsi legittimata anche ad approvare eventuali atti in assenza della maggioranza. «Se vogliono convocare il Consiglio lo facciano - commenta sarcastico il sindaco -. Dopo quello che hanno fatto, dovrebbero invece spiegare perché non se ne sono andati». Il riferimento è alle 12 dimissioni presentate il 30 novembre per far finire la consiliatura e poi non messe in pratica, perché annullate dalla prefettura. --Oliviero Dellerba