La strada di gronda per ora non si farà Il piano è da rivedere per le nuove norme
StradellaGronda nord di Stradella: una storia infinita. L'ennesimo intoppo nella realizzazione della tanto attesa tangenziale, necessaria per sgravare il traffico pesante dalla via Emilia, riguarda l'aggiornamento della normativa, che ha costretto il Comune di Stradella a rivedere tutto il progetto, datato 2013, praticamente dieci anni fa. E sarà necessaria, rispetto al passato, l'autorizzazione ambientale. La bretella stradale, lunga circa 5 km, che partirà dall'innesto tra la via Emilia e la gronda est verso Portalbera e arriverà nella zona delle logistiche alla Mattellotta, ricollegandosi con la viabilità già esistente verso il casello autostradale, portando via dalle ex statale circa 400 tir al giorno, è stata appena inserita dalla Provincia tra le 17 infrastrutture prioritarie del territorio pavese. Ma ora è necessario l'aggiornamento delle carte, sia per quanto riguarda la parte normativa sia per adeguare il progetto ai contenuti dello studio di impatto ambientale: in particolare, bisogna approfondire tramite alcuni studi l'adeguamento della rete di drenaggio e l'inserimento di vasche di laminazione con impianti di sollevamento; poi bisogna inserire le opere di compensazione ambientale, aggiornare i piani di esproprio e i quadri economici in funzione delle nuove opere. Infine, va definito il progetto dell'impianto di illuminazione della strada e delle rotatorie.In Consiglio comunale«La progettazione della gronda è partita dieci anni fa, ma non è più adeguata alle nuove normative cambiate - ha spiegato in consiglio il sindaco Alessandro Cantù, rispondendo a una richiesta da parte della minoranza di Torre Civica -. Tra l'altro, l'integrazione del progetto non poteva riguardare solo l'inizio, ma anche il terzo lotto che interessa in piccola parte il Comune di Portalbera». Una volta aggiornato, il progetto dovrà ottenere il Paur (Provvedimento autorizzativo unico regionale), che comprende il provvedimento di Via (Valutazione impatto ambientale) e tutte le altre autorizzazioni richieste: una procedura da cui il progetto iniziale era stato escluso. «In questa fase abbiamo anche inoltrato alla Provincia un quesito che riguarda la competenza - aggiunge l'assessora all'Urbanistica, Roberta Reguzzi -. Inizialmente era previsto lo scambio di competenze tra la gronda, che sarebbe diventata provinciale, mentre la via Emilia sarebbe passata al Comune. Ma con il passaggio della via Emilia ad Anas bisognerà capire se questo scambio si potrà fare ancora». Per quanto riguarda le risorse, invece, i primi due lotti sono a carico dei costruttori delle logistiche, il terzo è stato inserito nel rinnovo delle concessioni dell' A21. --Oliviero Maggi