«Resilience», Christian Draghi canta la voglia di sopravvivere

S'intitola "Resilience" il secondo album da cantautore del vogherese Christian Draghi. Concepito durante i lockdown trascorsi in Germania, la sua compagna è infatti tedesca, a cavallo tra 2020 e 2021, "Resilience" è un disco che parla proprio della capacità di adattarsi per sopravvivere: «La resilienza - spiega Christian Draghi - serve a ogni essere vivente: ci permette di reagire a situazioni difficili o traumatiche per ritrovare l'equilibrio perduto». come è nato il discoLe prime tracce del nuovo lavoro, uscito la scorsa settimana, sono state scritte e registrate in solitudine, con chitarra e microfono. Poi, dopo le riaperture, quello che doveva essere un disco prettamente acustico e intimista, si è arricchito di arrangiamenti, soprattutto orchestrali, e diversi altri strumenti. «Quando è stato possibile - continua il cantante e compositore - sono tornato in Italia e ho riabbracciato gli amici musicisti di Pavia. L'istinto di lavorare con loro è stato più forte di qualsiasi cosa e così ci siamo dati da fare. Gli arrangiamenti, in particolar modo quelli orchestrali, sono stati elaborati insieme alla violinista pavese Alice Marini, ma il contributo di tutta la scena locale è stato fondamentale, al punto che si può tranquillamente parlare di un disco "a chilometro zero". Alla batteria hanno contribuito Stefano Bertolotti, Folco Fedele e Guglielmo Draghi, al basso Roberto Re, al pianoforte Riccardo Maccabruni, al violoncello Gabriele Montanari e all'arpa Alice Vecchio. Le registrazioni sono state completate tra Pavia e Oltrepo, mentre il missaggio e il mastering sono stati affidati ai Downtown Studios di Pavia, una meravigliosa realtà che tiene in piedi la scena musicale pavese». Prosegue Christian: «Le ispirazioni arrivano dall'Inghilterra degli anni '60 e '70: Beatles, Cat Stevens, Bowie per citare i più conosciuti. Poi tanto folk e un po' di psichedelia. Non a caso, l'unica cover scelta a fronte di 9 brani originali è proprio una canzone dei Pentangle, gruppo di punta della scena folk britannica di quel periodo. I testi, in lingua inglese, raccontano un percorso interiore dal buio verso la luce». L'album, il quinto in carriera per Draghi (tre con la heavy metal band Doctor Cyclops tra 2012 e 2017 e uno da solista nel 2019), è autoprodotto e pubblicato per la prima volta senza il sostegno di una casa discografica. «Una scelta obbligata: per gli artisti indipendenti fare da sé è una necessità. Con il crollo delle vendite e la "smaterializzazione" della musica a totale favore del mercato digitale, investire su un artista che non abbia un appeal mainstream è quasi sempre un'operazione a fondo perduto». Da qui la scelta di pubblicare l'album solo in digitale. «D'altronde i costi per produrre cd o vinili sono troppo alti e le prospettive di vendita troppo basse», conclude il cantautore oltrepadano. Per comprare il disco bisogna andare sul profilo Bandcamp dell'artista e fare una donazione. Christian Draghi oggi alle 20.30 sarà alla locanda I Fiulot di Pavia, dove accompagnerà alla chitarra il cantautore americano Aaron Brooks (al violino Alice Marini). --P.a.v.