Accordo tra Pavia e 18 Comuni sullo Sportello attività produttive
il serviziopaviaUna convenzione tra 18 Comuni per gestire insieme lo Sportello unico per le attività produttive. E Pavia dovrà occuparsi delle pratiche più complesse che riguardano l'avvio, la chiusura e la trasformazione delle imprese. Insomma fanno rete i Comuni e quelli più piccoli, pur mantenendo la gestione delle pratiche, potranno avvalersi del sostegno del centro capoluogo di provincia, che metterà a disposizione personale e competenze, per fornire consulenze e informazioni. L'assessora al Commercio Roberta Marcone fa sapere che la convenzione partirà il primo gennaio 2023, resterà in vigore fino al 31 dicembre del 2027 e coinvolgerà non solo Pavia, ente capofila, ma anche Carbonara, Cava, Certosa, Linarolo, Magherno, Marcignago, Miradolo, Pieve Albignola, Rognano, Roncaro, San Martino, Sannazzaro, Siziano, Torre d'Isola, Travacò, Trivolzio, Zerbolò, Zinasco. Sul tavolo anche la richiesta di Gropello Cairoli.Tutte le procedure si svolgeranno per via telematica, attraverso il portale "Impresa in un giorno" della Camera di commercio, messo gratuitamente a disposizione dei municipi. Pavia incasserà una quota una tantum di 211 euro da ciascun ente comunale e una quota annua pari a 0,26 centesimi per abitante. La consigliera comunale del gruppo misto Angela Gregorini (Azione-Italia Viva), che definisce il Suap "servizio d'eccellenza", Massimo Depaoli, capogruppo di Cittadini per Depaoli, e Alice Moggi, capogruppo di Pavia a Colori, in Consiglio hanno chiesto se l'ufficio ha personale sufficiente, mentre il consigliere comunale Pd Michele Lissia va al rilancio e non solo sottolinea l'opportunità dell'accordo sul Suap, ma sostiene la necessità di dare vita a un'Unione Comuni con i centri di cintura «che sostanzialmente sono parte integrante del tessuto cittadino», per associare alcuni servizi. «Non va dimenticato che Regione Lombardia offre contributi alle Unioni - spiega Lissia - si potrebbero mettere a sistema uffici tecnici, ma anche l'organizzazione generale dell'amministrazione e la Polizia municipale. È giusto che Pavia si faccia carico di alcuni servizi per il bene della collettività, sostenendo i centri più piccoli che hanno penuria di risorse ma i cui residenti gravitano sulla città. Alcuni di questi piccoli Comuni spesso sono nati per equivoci di pianificazione urbanistica, in quanto la città aveva più vincoli costruttivi. Questo tipo di Unione è già stata sperimentata a Besancon, città con cui siamo gemellati, con esiti positivi». -- Stefania Prato