Davis, Berrettini e Fognini ko Il Canada conquista la finale
Stefano Semeraro / malagaFinisce male, alle nove e mezzo della tarde a Malaga, una corrida triste dove la vittima è l'Italia. Finisce come non doveva: una sconfitta al doppio di spareggio (7-6 7-5) dopo l'impresa di Sonego contro Denius Shapovalov che aveva portato gli azzurri a un passo dall'ottava finale di Coppa Davis. Un'Italia scheggiata dall'ennesimo infortunio di quest'anno piagata dalla malasorte. Stavolta è toccato a Simone Bolelli - che in doppio contro gli usa era stato il migliore in campo fermato dal riacutizzarsi di un malanno al polpaccio. Al suo posto Filippo Volandri ha deciso di rischiare Matteo Berrettini, The Hammer, il totem di questa nazionale che fino a pochi momenti prima faceva da tecnico aggiunto e capo claque, e si è ritrovato in campo, a corto di preparazione, e non ha giocato da Berrettini. Anzi, è stato il peso che ha trascinato a fondo il nostro doppio, che pure è stato avanti di un break sia nel primo sia nel secondo set. Ma a corto di preparazione, fermo da ottobre per il problema al piede sinistro, diversamente avrebbe potuto fare di meglio. In finale ci va il Canada, che in squadra ha un grande giocatore - Felix Auger Aliassime, ieri capace di portare due punti, in singolare contro Musetti (6-3 6-4) e in doppio a fianco di un mediocrissimo Pospisil - ma non era la squadra più forte. E così diventa inutile anche il colpo di Lorenzo Sonego, che nel primo singolare di giornata era riuscito nell'impresa di battere Denis Shapovalov (7-6 6-7 6-4) giocando una partita quasi perfetta per concentrazione, tattica, mente e corazon. Ulteriore beffa: in un tennis dominato in lungo e in largo dall'Europa, nel cuore dell'Andalusia a contendersi la Zuppiera saranno una squadra nordamericana e l'Australia di Kokkinakis e De Minaur. «È davvero un peccato, con Bolelli avremmo vinto sicuramente», dice Paolo Bertolucci, doppista principe della Squadra anni'70. «E sono convinto che ce l'avremmo fatta anche in finale contro l'Australia». Volandri: «Bolelli era ko»Resta la consapevolezza di avere una grande squadra, che con Sinner e Berrettini a pieno servizio probabilmente sarebbe stata imbattibile, ma che non è riuscita a sfatare il tabù di una Coppa che manca dal 1976, di una finale raggiunta per l'ultima volta in casa nel 1998. «Sono orgoglioso di tutti i mie giocatori, perché si sono sempre messi a disposizione - dice capitan Volandri -. Ma è una sconfitta che brucia. Perché ho scelto Berrettini? Perché è un grande giocatore, abituato a questi palcoscenici. Sapevamo dell'infortunio di Bolelli, Matteo oggi si è allenato ed era pronto. Sonego del resto aveva già dato tutto, anche di più, e Musetti era giù di corda». Berrettini non si nasconde: «Sarà difficile dormire, so di non aver fatto mia miglior partita, ma non sono entrato in campo per giocare il mio miglior doppio. Posso servire, rispondere, giocare meglio di così. Spesso in Davis però non serve, conta più scavarsi dentro, è quello che ho fatto. L'amarezza è che avremmo potuto vincere lo stesso. Ci ho messo il cuore, e il team sa quanto è stato difficile, ma non è bastato». Fabio Fognini è una sfinge cupa, il più giù di tutti, mormora quello che sembra un'ipotesi di congedo dalla Davis, ma è Matteo a stopparlo: «Fabio sarà con noi anche l'anno prossimo». C'è un lavoro da finire. E per cominciare bisogna capire il perché di tanti infortuni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA