Nuovo San Matteo obiettivo 2032 per inaugurare le torri della salute

PAVIAIl nuovo San Matteo potrebbe vedere la luce nel 2032, quando si celebreranno i 100 anni dalla nascita del policlinico. È questo l'obiettivo del presidente Alessandro Venturi che fin dall'inizio ha lavorato alla realizzazione di un ospedale capace di consolidarsi sempre di più come polo strategico a livello regionale, nazionale ed europeo. Sul tavolo i 320 milioni di euro già messi a disposizione da Regione Lombardia.i tempi e la proceduraEntro i primi mesi del 2023 dovrebbe essere avviata la gara internazionale per individuare i progettisti, mentre i lavori potrebbero partire tra la fine del 2024 e gli inizi del 2025. Il condizionale è d'obbligo, vista la complessità della progettazione e delle procedure burocratiche, ma un primo tassello è già stato inserito e riguarda la firma di una convenzione tra San Matteo, Iuss e Università per definire il documento di indirizzo di cui dovrà tener conto il progetto di fattibilità tecnico-economica. Il documento, di cui si sta occupando un pool di professionisti, tutti a titolo gratuito, tra cui Gian Michele Calvi, docente della Scuola universitaria superiore, Pietro Previtali, prorettore all'Organizzazione e all'Edilizia dell'ateneo, Gianluigi Vago, già rettore della Statale di Milano, immagina un policlinico di nuova concezione, prevedendo spazi distinti per la cura e la ricerca, due torri alte 100 metri, strutture green, sostenibili e innovative, con 4 ettari di impianti fotovoltaici su coperture e facciate, sfruttamento geotermico e multi generazione, un parcheggio intelligente con oltre 2.000 posti, un grande parco, servizi. piano organicoÈ la sfida lanciata dal presidente Venturi: «Nessun intervento spot, come in passato, per evitare spreco di denaro, ma un grande intervento organico, frutto di una visione di insieme e di lungo termine. Si è voluto immaginare qualcosa di importante per Pavia, capace anche di sviluppare indotto economico, facendo sistema con l'università e favorendo investimenti sul capitale umano formato dall'ateneo».la struttura e il luogoUn progetto ambizioso che rivoluzionerà la cittadella della sanità pensata dal Nobel Camillo Golgi. Stando al documento di indirizzo su cui si costruirà la gara d'appalto, a svettare sulla città saranno due torri che verranno realizzate davanti al Dea, a ridosso di un'area verde e del parcheggio. Raggiungeranno i 100 metri d'altezza e saranno collegate tra loro da un edificio che ospiterà il centro ricerca, laboratori, un'officina farmaceutica e la fase uno che riguarda la sperimentazione di farmaci su persone sane. «Ci saranno spazi per la telemedicina e il devices testing - spiega l'ingegner Calvi -. E sarà anche realizzata una sala congressi con servizi interni». Poi le torri che accoglieranno il dipartimento cardio-toracico-vascolare, quello di oncoematologia e il dipartimento materno-infantile. Verranno quindi demoliti gli edifici che attualmente ospitano ortopedia, pediatria e il Forlanini per liberare gli spazi vicini al Dea che, fa sapere il presidente, si occuperà di emergenza e alta intensità. Sarà realizzato un parcheggio sotterraneo e multipiano al posto di quello attuale. «Sono previste colonnine per la ricarica di auto elettriche e spine di collegamento, attraverso people mover, un sistema di trasporto pubblico che faciliti le connessioni interne per i 2 milioni di persone che accedono al San Matteo», spiega Calvi, segnando in rosso la parola sostenibilità.energia fatta in casa«Il policlinico potrebbe diventare provider di energia, prevedendo connessioni con le altre strutture sanitarie», aggiunge Calvi. Il padiglione 42 accoglierà un Laboratorio di microbiologia e virologia con strutture di massima sicurezza dove manipolare i virus più aggressivi e camere per ospitare pazienti con gravi infezioni. Camere che, quando non sono occupate, serviranno per i corsi di formazione. Al piano terra verrà realizzato un Pronto soccorso infettivologico. --Stefania Prato