Giuliacci: «Tra 30 anni -50% di grano e mais»
pavia«Mi spiace darvi questa brutta notizia, ma nei prossimi quindici giorni non pioverà». L'esordio del colonnello Mario Giuliacci al convegno della Coldiretti di ieri mattina nella sala dell'Annunciata è stato tutt'altro che incoraggiante. Così come sul futuro del pianeta e dell'agricoltura: «L'aumento della temperature dipende da una crescita esponenziale delle emissioni di gas serra, Milano negli ultimi 40 anni è diventata più calda di due gradi», ha spiegato il celebre meteorologo. La persistenza dell'anticiclone africano causa le anomalie climatiche e delle temperature, con gli effetti che ormai ben conosciamo: ondate di caldo torrido, ripetersi di eventi estremi, piogge sempre più rare e lunghi periodi di siccità, comparsa della neve a quote sempre più alte e così via. E ancora: «I ghiacciai riflettono la luce solare per il 50-70%, il mare solo per il 4%». Di ciò si capisce quali effetti provochi lo scioglimento dei ghiacciai determinato dall'innalzamento delle temperature, che al circolo polare è molto più alto: minore capacità riflettente e quindi temperature sempre più alte. La conseguenza dello sconvolgimento climatico è che tra 30 anni «la produzione di coltivazioni come grano, mais, barbabietole potrebbe calare del 50% e il valore dei terreni agricoli si potrebbe ridurre dell'80% entro il 2100. Il nostro Paese sarebbe il più colpito». --L.Si.