Senza Titolo
il casoMatteo De SantisAl ballo dei debuttanti in Nba, indossando l'immaginaria fascia della prima scelta assoluta al Draft, solo altri due avevano fatto un ingresso in società così rumoroso da assemblare più di 25 punti, 5 assist e 5 rimbalzi. Prima di Paolo Banchero, il terzo tutt'altro che incomodo capace di partire con il botto da 27 punti con 11/18 al tiro, 5/7 ai liberi, 9 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, ci erano riusciti nel 1969 Kareem Abdul-Jabbar, il maggior marcatore nella storia della Nba con 38.387 punti all'attivo, e nel 2003 LeBron James, il secondo cannoniere di tutti i tempi che nella stagione in corso dovrebbe riuscire a produrre il sorpasso. Insomma, il paisà di Seattle, neanche ventenne (lo sarà il prossimo 12 novembre) alla prima apparizione tra i grandi è già entrato nella storia. E che i suoi Orlando Magic siano stati battuti dai Detroit Pistons (113-109 il punteggio finale) sembra quasi un dettaglio di contorno. Il primo passaggio della cometa italo-americana, ma dal passaporto cestistico italiano per le origini liguri del nonno paterno, non è passato inosservato da qualsiasi punto di osservazione della galassia Nba: undicesima prova a livello di punti prodotta all'esordio da un rookie, la seconda di una prima scelta assoluta dal trentello tondo tondo che Allen Iverson infilò nel 1996 e record assoluto di punti al debutto di una matricola nella storia degli Orlando Magic, doppiando più che abbondantemente i 12 messi a referto da Penny Hardaway, Shaquille O'Neal e Dwight Howard. «Potevo fare meglio - le prime parole di "Paolino" - e so che avrò ancora tanto da lavorare. Non mi posso lamentare, anche se ho lasciato un bel po' di punti per strada: ho sbagliato tre appoggi da sotto facili, tiri che so di poter mandare a bersaglio. E mi sarebbe tanto piaciuto vincere». Della serata magica, probabilmente la prima di tante, prodotta dall'ultima prima scelta assoluta di Duke e futuro pilastro (si spera) della Nazionale azzurra dall'estate 2023, rimarranno impressi un bel po' di "highlights": la firma solitaria sui primi 7 punti di squadra degli Orlando Magic, il 3/3 sul campo nei primi 10', i 13 punti nel quarto quarto, la stoppatona rifilata a Bojan Bogdanovic e la spettacolare schiacciata inferta a Corey Joseph. «Esordire, ad ogni modo, è stata una liberazione», il pensiero finale di Banchero, serissimo candidato al titolo di "rookie of the year". A rendere un pochino più azzurro il cielo sopra gli States, più o meno nelle stesse ore, ci si è messo anche l'esordio, per un solo minuto, di Simone Fontecchio nel successo dei suoi Utah Jazz sui Denver Nuggets: il 14º italiano a sbarcare su un parquet Nba. --© RIPRODUZIONE RISERVATA