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m. grazia piccalugaGalbani - o meglio la Galbani come viene più familiarmente chiamata in provincia di Pavia - compie 140 anni. E celebra l'anniversario con una mostra dedicata alla sua storia, allestita all'interno dello stabilimento di Corteolona, uno dei cinque da cui oggi escono tonnellate di mozzarelle, ricotta e gorgonzola destinati alle tavole di 140 Paesi nel mondo. E dove più di recente, nel 1990, è nata la ricetta della mozzarella Vallelata, fiore all'occhiello del marchio insieme allo storico Bel Paese che invece è prodotto nell'altra sede pavese di Certosa.Dal 2006 l'azienda - fondata nel 1882 in Valsassina da Egidio Galbani - è entrata nel francese Groupe Lactalis, primo produttore al mondo nel settore lattiero-caseario.In occasione di questo anniversario, che ne fa una delle aziende più longeve sul territorio pavese (lo stabilimento di Corteolona è stato ceduto dai fratelli Invernizzi nel 1925), Galbani riavvolge il nastro e apre l'album dei ricordi. La mostra per le scuolePer la prima volta immagini, documenti, manifesti pubblicitari, spot del Carosello per la tv ancora in bianco e nero, confezioni iconiche e gadget, escono dall'archivio, oggi stabilmente custodito dal Comune di Melzo dove tutto ha avuto inizio. Curata da Maria Silvia Cortelazzi, la piccola ma ricca esposizione sarà aperta per un mese alle scuole superiori e al pubblico su prenotazione. «Gli archivi di impresa sono una scoperta recente - spiega - Non sono collezioni, documentano piuttosto il contesto in cui un'azienda è nata e cresciuta. Qui abbiamo operato una selezione di 110 pezzi del corposo materiale con il solo scopo di raccontare una storia».Scorrono i filmati della pubblicità (incredibilmente lunghi per i nostri standard) con Paolo Panelli e Johnny Dorelli che coniano lo slogan «Galbani vuol dire fiducia!», gli spot di Carosello, ci sono i manifesti pubblicitari firmati da Raymond Savignac, uno dei più geniali autori di manifesti pubblicitari della seconda metà del '900. E ancora Ercolino sempre-in-piedi, il pupazzo in plastica gonfiabile che si poteva avere raccogliendo i punti. Le foto in bianco e nero con i volti dei fondatori ma anche dei dipendenti che nel corso dei decenni hanno contribuito a fare degli stabilimenti Galbani sparsi per l'Italia anche delle grandi famiglie.«Il felice matrimonio con il paese»«Più generazioni hanno lavorato a Corteolona- conferma Angelo Dossena, sindaco dal 1983 -. A volte persino intere famiglie (prima che Lactalis imponesse la regola di un solo componente per nucleo familiare, ndr). E lo stabilimento è cresciuto, fino a diventare il più grande del gruppo Galbani in Europa, grazie al matrimonio ben riuscito con l'ente pubblico e al supporto del paese che ha fornito operai, dirigenti, manodopera, guadagnando in cambio risorse per far studiare i propri figli». Marta, l'ultima assunta un mese fa, abita in paese. E da lì, o meglio a 100 metri dallo stabilimento affacciato sulla strada provinciale che porta a Cremona, proviene anche Felice Novazzi, veterinario igienista (da poco in pensione) che, come il padre prima di lui, ha visto crescere la realtà produttiva controllando la qualità delle mucche e del loro latte. Egidio il tenace sognatoreL'avventura ha inizio cento chilometri più a nord, a Ballabio, in provincia di Lecco nel 1882. Davide Galbani ha una piccola latteria, ma è il figlio Egidio che decide, a un certo punto, di risvegliare l'orgoglio patriottico anche nella produzione dei formaggi. «Non condivide l'idea che solo quelli francesi possano essere considerati prodotti di lusso - racconta Mauro Frantellizzi, direttore marketing Galbani Formaggi -. Così va in Normandia a studiare i concorrenti. E al suo ritorno produce la robiola, il primo formaggio crudo a pasta molle italiano, molto diverso da quello che conosciamo oggi con quel nome».Nel 1906 decide che debba esserci un formaggio nazionale, che rappresenti tutta l'Italia e non solo una regione o una località. E' così che nasce il Bel Paese, citazione presa da un libro sulle bellezze italiane scritto a fine Ottocento dall'abate lecchese Stoppani (che figura anche nell'etichetta del formaggio e che fu, tra l'altro, fondatore della geologia italiana e docente all'Università di Pavia). --