Cantieri abbandonati «Un piano di recupero per poterli utilizzare»

VIGEVANO «Serve una mappatura completa e un piano di rigenerazione urbana». Sono diversi i cantieri abbandonati in città: se l'ex Artedil di via Mulini o l'ex hotel Internazionale di corso Milano hanno trovato un nuovo proprietario, pur non avendo subìto ancora nessun lavoro, le palazzine di via Giordano (dove si trova la chiesa di Santa Maria Intus Vineas, ndr) o di via Aldo Moro, solo per fare degli esempi, sono scheletri di mattoni e cemento abbandonati da più di un decennio. Cosa farne? Alberto Righini, presidente Ance Pavia e vicepresidente regionale dell'Associazione nazionale dei costruttori edili, suggerisce di pensare a un piano di rigenerazione urbana, per destinarli poi a progetti di edilizia abitativa sociale. «Per prima cosa - spiega Righini - bisogna capire a che punto sono quei cantieri, dal punto di vista legale e burocratico. Poi bisognerebbe sapere se c'è stata la riscossione degli oneri di urbanizzazione. Da qui l'amministrazione potrebbe, per quelle aree che sono in posizioni strategiche, vedere se esistono i presupposti per aderire a uno dei bandi di rigenerazione urbana, ottenendo così dei finanziamenti per rilanciare un intero quartiere. Insomma: bisogna avere una pianificazione urbanistica della città in senso molto ampio, e sapere se ci sono situazioni critiche. Non mi risulta che ci sia una mappatura precisa dei cantieri fermi o di tutte le aree dismesse». Ma questo non risolve il problema. «È vero - prosegue Righini -, ma se si impone l'obbligo di mantenere qualsiasi cantiere con un minimo di decoro e si creano le basi per, ove necessario, progettare una rigenerazione urbana sfruttando i vari bandi che sono stati pubblicati in questi anni, allora forse qualcosa si riesce a recuperare, creando valore sociale, che è ciò di cui Vigevano ha disperatamente bisogno. Parlo di progetti di rigenerazione urbana e edilizia abitativa sociale. Lo stesso discorso che ho fatto, tempo fa, sull'ex macello e le ex carceri». --Selvaggia Bovani