Caro energia i lampioni spenti 90 minuti prima
TORREVECCHIA PIASi accenderanno un'ora e mezza più tardi e si spegneranno un'ora e mezza prima i lampioni di Torrevecchia Pia. Strade, parchi e giardini saranno illuminati per minor tempo per ridurre i costi dell'energia elettrica, ormai alle stelle. Il sindaco Gerardo Manfredi parla di «scelta dolorosa, ma obbligata», assicura che la luce ci sarà nelle ore centrali della notte, per questioni di sicurezza, e spiega: «La crisi energetica ha prodotto un incremento senza precedenti dei costi dell'energia. Questo nuovo scenario impone quindi, sia in ambito privato che in ambito pubblico, di effettuare risparmi e quindi ridurre le spese». E ricorda che il Comune di Torrevecchia negli anni scorsi ha speso mediamente, per la voce energia elettrica, 15mila euro all'anno, «ma ora è prevista una spesa di 27mila euro da qui a fine 2022». Per far fronte a questo incremento è stata necessaria una variazione di bilancio, approvata dal consiglio comunale, che prevede un aumento dello stanziamento di 12mila euro. «Soldi che - precisa Manfredi - purtroppo ora non basteranno più. Con l'ulteriore ascesa dei prezzi quella somma non è più sufficiente. Per questo si è deciso di ridurre l'illuminazione, Si terrà comunque monitorata la situazione in modo da rivedere, se sarà possibile, la nostra decisione». Ora l'amministrazione contatterà la "Torrevecchia Pia light", la società che ha avuto in concessione l'impianto di illuminazione pubblica per provvedere alla riqualificazione energetica. «Si verificherà come operare la riduzione e valutare se installare apposite apparecchiature - spiega il sindaco -. Un'operazione che consentirà un risparmio di 5-6mila euro. Ma si tratta solo di un terzo degli incrementi previsti. Siamo quindi costretti a navigare a vista con la consapevolezza che per i cittadini ci saranno ulteriori disagi. Purtroppo i bilanci comunali non riescono a sostenere questa salassi». Sottolinea poi il sindaco che esiste anche il problema del caro gas. «Un'altra questione che stiamo affrontando - dice Manfredi -. Si sta ragionando su una riduzione dei consumi in strutture come il municipio e la biblioteca. Ma è impensabile tagliare il riscaldamento nelle scuole». --Stefania Prato